Il dottor Harel Menashri, ex ufficiale dello Shin Bet e fondatore della divisione cyber dell'agenzia, ha avvertito che un attacco cibernetico ben posizionato potrebbe avere conseguenze catastrofiche simili alla bomba atomica di Hiroshima. Parlando con Yonah Jeremy Bob, analista militare senior del Jerusalem Post, Menashri ha raccontato come ha convinto lo Shin Bet negli anni '90 a trattare le minacce cibernetiche con la serietà che meritavano.
Ha presentato un piccolo pezzo di malware, un "piccolo Trojan", che ha affermato di avere il potenziale per innescare una massiccia distruzione nella regione della baia di Haifa. La sua argomentazione era che tali armi digitali, se dispiegate efficacemente, potrebbero portare a perdite di vite su una scala paragonabile agli attacchi nucleari storici.
Ad esempio, l'alterazione dei livelli di pressione in un gasdotto potrebbe provocare esplosioni, mentre l'hacking dei sistemi di segnalazione ferroviaria potrebbe far deragliare i treni che trasportano materiali pericolosi. Menashri ha sottolineato la crescente sofisticazione delle minacce informatiche, in particolare notando le capacità dell'Iran di sfruttare rapidamente le vulnerabilità software note. Ha aggiunto che l'intelligenza artificiale ha ulteriormente accelerato queste minacce, consentendo intrusioni automatizzate dall'inizio alla fine. Nonostante i rischi in aumento, Menashri ha sottolineato che attualmente non esiste una legge internazionale vincolante che governi il cyberspazio.
Ha sottolineato che l'assenza di considerazioni etiche nelle discussioni che circondano la guerra informatica è una preoccupazione critica. Le sue critiche più forti sono state riservate alla Cina, che ha descritto come non alleata di Israele. Ha notato che le aziende cinesi sono obbligate per legge a condividere dati e codice sorgente con il loro governo, sollevando preoccupazioni sul potenziale di spionaggio.
Le autorità statunitensi si sono opposte al coinvolgimento di una società cinese nell'esercizio di un nuovo terminal a causa della sua posizione strategica vicino a importanti installazioni navali. Il consigliere per la sicurezza nazionale statunitense John Bolton e l'ex segretario di Stato Mike Pompeo, che lo hanno portato all'attenzione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Le intuizioni di Menashri sottolineano la complessa interazione tra tecnologia, geopolitica e sicurezza nazionale.
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The Jerusalem PostIndipendenteProgressistaFattualità 85Obiettività 7014 h fa L'attacco informatico può essere come la bomba atomica di Hiroshima: l'uomo che ha convinto lo Shin Bet a prendere sul serio il cyberIl dottor Harel Menashri, membro fondatore dell'unità informatica dell'agenzia di intelligence israeliana Shin Bet, racconta come ha convinto l'agenzia a prendere sul serio la sicurezza informatica negli anni '90 dimostrando la potenziale devastazione di un "piccolo virus di Troia". Avverte che le moderne minacce informatiche, in particolare quelle che coinvolgono i sistemi SCADA, potrebbero causare danni fisici catastrofici, come esplosioni da gasdotti manipolati o deragliamenti di treni carichi di sostanze chimiche. Menashri evidenzia l'avanzata capacità dell'Iran di sfruttare rapidamente le vulnerabilità e critica la mancanza di quadri giuridici internazionali che regolano il cyberspazio.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra le preoccupazioni sull'influenza tecnologica cinese e sui rischi per la sicurezza informatica in un modo che si allinea con le critiche di sinistra sull'interferenza straniera e sulla responsabilità aziendale.
Perché fattualità (85): The article presents a detailed account of Dr. Harel Menashri's influence on Shin Bet's approach to cybersecurity, citing his demonstration with a 'tiny Trojan' and his concerns about Iranian capabilities. While there is no primary source document, the information aligns with cross-source consensus
Perché obiettività (70): The article maintains a generally informative tone but includes strong statements such as 'China is not Israel's friend,' which may reflect the author's perspective rather than objective analysis. There is also a focus on Menashri's criticisms, which could be seen as emphasizing his viewpoint over p
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