Il divorzio di una coppia cilena ha scatenato un dibattito legale su chi dovrebbe tenere il loro cane da compagnia, evidenziando la mancanza di leggi chiare che disciplinano tali casi. Maite, che ha recentemente terminato un matrimonio di cinque anni, ha adottato Benito, un cane di razza mista, con il suo ex marito, Cristóbal, tre anni fa. Il cane è diventato un membro caro della loro famiglia, accompagnandoli attraverso i principali eventi della vita, compresi weekend, vacanze, trasferimenti di casa e persino giorni difficili. Nonostante non avessero figli o proprietà condivise, entrambi amavano profondamente Benito e lo hanno curato congiuntamente durante il loro tempo insieme. Quando la relazione è finita, la coppia ha affrontato una sfida inaspettata: determinare chi avrebbe preso cura di Benito.
Questo problema, un tempo considerato insolito, sta diventando sempre più comune man mano che gli animali domestici acquisiscono più significato all'interno delle famiglie. Tuttavia, la legge cilena tratta ancora gli animali come proprietà mobile ai sensi del Codice Civile, che li classifica come "semovientes", cose mobili che possono essere possedute. Di conseguenza, le controversie sugli animali domestici spesso rientrano nella categoria dei conflitti di proprietà piuttosto che in quelli emotivi o familiari. Il quadro giuridico non affronta specificamente la custodia post-divorzio degli animali domestici. Un precedente caso che coinvolge due cani, Igor e Bambú, illustra questa lacuna. Un ex-partner ha intentato una causa utilizzando un meccanismo legale destinato alla proprietà condivisa, sostenendo la proprietà congiunta.
Inizialmente, l'8° Tribunale Civile di Santiago ha deciso a favore della custodia condivisa, riconoscendo il legame emotivo tra i cani e i loro custodi. Tuttavia, la decisione è stata successivamente annullata dalla Corte d'Appello di Santiago, che ha ritenuto che non ci fossero prove sufficienti a dimostrare che entrambe le parti erano co-proprietari degli animali. Questa sentenza sottolinea il problema più ampio: la legislazione attuale manca di disposizioni specifiche per risolvere la custodia degli animali domestici dopo una separazione. Per perseguire un'azione legale, bisogna prima stabilire che gli animali facevano parte di un bene condiviso, sollevando domande sui diritti di proprietà.
L'assenza di un processo legale dedicato significa che i giudici devono fare affidamento su regole generali di proprietà, che non tengono conto della natura unica delle relazioni uomo-animale. In risposta a queste sfide, la legge n. 020 sulla proprietà responsabile degli animali domestici rappresenta un passo avanti. Sottolinea gli obblighi per le persone che accettano la cura di un animale, richiedendo loro di fornire cibo, riparo, trattamento adeguato e assistenza veterinaria. Mentre questa legge migliora la responsabilità, non risolve direttamente le complessità della custodia degli animali domestici post-divorzio. Gli esperti legali sostengono che il sistema esistente non riconosce il ruolo emotivo e sociale che gli animali domestici svolgono nelle famiglie.
Senza meccanismi legali su misura, le coppie che si trovano ad affrontare la separazione si trovano spesso a navigare in un territorio ambiguo, basandosi su accordi personali o decisioni giudiziarie basate su quadri obsoleti.
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