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Crediti in dollari: allarme per il rischio di scarso reddito
AR🏛️ PoliticaCentro8 gg fa

Crediti in dollari: allarme per il rischio di scarso reddito

Il governo argentino ha ufficialmente annunciato attraverso il Decreto 736/2026 l'allentamento delle politiche di credito denominate in dollari, consentendo alle società che non generano dollari di accedere al finanziamento in valuta estera. Questa mossa è stata accolta con favore dal sistema finanziario, ma ha sollevato preoccupazioni tra gli economisti di tutto lo spettro politico, che hanno avvertito di potenziali squilibri di bilancio se i tassi di cambio fluttuassero bruscamente. Il team economico mira a incanalare la liquidità in dollari in investimenti produttivi e a stimolare l'attività economica. Tuttavia, critici come l'ex ministro delle finanze Hernán Lacunza e l'ex presidente della Banca centrale Guido Sandleris hanno espresso timori di ripetere errori passati, come il disallineamento asimmetrico peso-dollaro che ha portato alla crisi del 2001.

Il governo argentino ha annunciato venerdì attraverso il Decreto 736/2026 il rilassamento dell'accesso al credito denominato in dollari per le imprese che non generano valuta. La politica era stata precedentemente delineata dal ministro dell'Economia Luis Caputo. Questa mossa consente agli istituti finanziari di estendere prestiti in dollari alle società che in genere operano in pesos, segnando un cambiamento nella strategia monetaria volta a incanalare la liquidità in valuta estera in investimenti produttivi e stimolare l'attività economica. Caputo ha espresso fiducia che il mercato dei tassi di cambio rimarrà stabile entro il 2027, l'anno delle elezioni nazionali.

Hernán Lacunza, ex ministro delle finanze e attuale economista, ha messo in guardia contro la ripetizione di errori passati. Ha fatto riferimento alla fine degli anni '90, quando misure simili hanno portato a una pesoificazione asimmetrica, con conseguente grave turbolenza economica. Lacunza ha sottolineato che un improvviso aumento del dollaro potrebbe innescare una ripetizione della crisi del 2001, avvertendo che tale instabilità potrebbe emergere inaspettatamente a causa di errori di calcolo nel rimborso del debito. Guido Sandleris, ex capo della Banca centrale, ha criticato la misura come minare uno dei pochi punti di consenso economico rimanenti dell'Argentina, la rigorosa regolamentazione del sistema bancario basato sul dollaro.

Ha sottolineato che questo quadro normativo ha aiutato il paese a superare più crisi di cambio dal 2001 senza subire un crollo bancario. Sandleris ha sottolineato che questo risultato non è stato casuale ma il risultato di dolorose lezioni apprese nel tempo. Roberto Cachanosky, un altro eminente economista, ha espresso preoccupazione per l'obbligo per i mutuatari di vendere dollari nel MULC (Monetary Union Liquidity Center). Ha sostenuto che questa disposizione incoraggia le imprese private a prendere prestiti in dollari solo per venderli nel mercato dei cambi, utilizzando efficacemente i risparmi pubblici per mantenere un divario di valuta artificiale.

Cachanosky ha avvertito che quando il tasso di cambio si stabilizza dopo anni di disallineamento, queste aziende potrebbero avere difficoltà a rimborsare i propri debiti, lasciando potenzialmente i risparmiatori con perdite poiché i loro depositi vengono incanalati in imprese rischiose.

Il dibattito riflette le tensioni più ampie all'interno della politica economica dell'Argentina, bilanciando gli incentivi alla crescita immediata con la stabilità a lungo termine. Man mano che la politica entrerà in vigore, il suo impatto dipenderà dalla rapidità con cui il tasso di cambio si adatta e se l'economia potrà assorbire l'aumento dell'esposizione alle fluttuazioni del dollaro. Gli analisti suggeriscono che i prossimi mesi riveleranno se l'approccio del governo riuscirà a stimolare gli investimenti senza esporre il sistema finanziario a rischi eccessivi. Nel frattempo, il calendario politico si profila, con le elezioni del 2027 che probabilmente plasmeranno la traiettoria delle future riforme economiche.

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Perfil logoPerfilIndipendenteCentroFattualità 95Obiettività 858 gg fa
Crediti in dollari: allarme per il rischio di scarso reddito

Il governo argentino ha ufficialmente annunciato attraverso il Decreto 736/2026 l'allentamento delle politiche di credito denominate in dollari, consentendo alle società che non generano dollari di accedere al finanziamento in valuta estera. Questa mossa è stata accolta con favore dal sistema finanziario, ma ha sollevato preoccupazioni tra gli economisti di tutto lo spettro politico, che hanno avvertito di potenziali squilibri di bilancio se i tassi di cambio fluttuassero bruscamente. Il team economico mira a incanalare la liquidità in dollari in investimenti produttivi e a stimolare l'attività economica. Tuttavia, critici come l'ex ministro delle finanze Hernán Lacunza e l'ex presidente della Banca centrale Guido Sandleris hanno espresso timori di ripetere errori passati, come il disallineamento asimmetrico peso-dollaro che ha portato alla crisi del 2001.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta molteplici prospettive da parte di economisti e responsabili politici, sia a sostegno che a critica del cambiamento di politica. Non favorisce una parte rispetto all'altra, fornendo citazioni equilibrate da critici e sostenitori senza un linguaggio apertamente parziale o una fonte selettiva.

Perché fattualità (95): The article accurately reports the government's decision to allow non-dollar-generating companies access to dollar-denominated credit through DNU 736/2026, citing Minister of Economy Luis Caputo. It includes direct quotes from economists like Hernán Lacunza and Guido Sandleris who warn about potenti

Perché obiettività (85): The article presents both the government's rationale and expert warnings without overt bias. However, it leans slightly toward highlighting concerns raised by critics, which may subtly influence reader perception. Overall, it remains largely neutral.

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