L'ultimo paziente curato a Milano dopo l'incendio di Capodanno a Le Constellation a Crans-Montana è stato dimesso dall'ospedale. Francesca, la dodicesima e ultima persona tra le ferite gravi nell'incidente, ha lasciato oggi l'Unità ustioni dell'Ospedale Niguarda. L'assessore regionale del welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, ha confermato questo sviluppo, affermando che tutti e dodici i pazienti sono tornati a casa. Questo segna l'adempimento di una promessa fatta alle loro famiglie in quella tragica mattina, portando gioia ai funzionari e al personale medico coinvolto nel processo di cura. L'incendio a Le Constellation, che si è verificato il 31 dicembre, ha provocato 41 morti e oltre 115 feriti.
Secondo Bertolaso, queste persone hanno ricevuto cure da professionisti che hanno affrontato una delle emergenze più complesse degli ultimi anni. Oltre 100 persone hanno lavorato contemporaneamente durante i primi giorni, con il supporto aggiuntivo del personale medico, del personale amministrativo e di altri. I servizi di ambulanza aerea hanno trasportato i pazienti, mentre il pronto soccorso e l'unità di terapia intensiva di Niguarda li hanno stabilizzati prima di essere trasferiti all'unità ustioni cutanee per un trattamento avanzato.
Gli interventi medici hanno incluso più di 50 interventi chirurgici e almeno 30 procedure di confezionamento sotto sedazione per ogni paziente, insieme a visite, confezioni e sessioni laser. Bertolaso ha sottolineato che il percorso di recupero è tutt'altro che completo. Le ferite richiedono tempo per guarire e tutti i pazienti devono affrontare un lungo percorso di riabilitazione fisica e psicologica. Alcuni giovani hanno già iniziato un intervento chirurgico alla mano per recuperare la mobilità perduta a causa delle cicatrici da ustioni. Nonostante il risultato positivo per i pazienti, il costo emotivo della tragedia rimane profondo. Bertolaso ha espresso profondo dolore per le vittime che non sono sopravvissute e ha esortato la società a garantire che tali tragedie non si ripetano.
Ha riconosciuto il dolore duraturo associato alla perdita di giovani vite e ha chiesto sforzi collettivi per prevenire incidenti simili in futuro. La dimissione di Francesca dopo 224 giorni di trattamento evidenzia l'ampia assistenza medica che ha ricevuto. È stata l'ultima delle dodici pazienti a tornare a casa, segnando una pietra miliare significativa nel processo di recupero. Bertolaso ha descritto il suo rilascio come la realizzazione di un bellissimo sogno, soprattutto data la tempistica intorno al periodo delle stelle cadenti, che ha notato simbolicamente. Mentre l'aspetto medico della situazione raggiunge una conclusione positiva, le tensioni legali e diplomatiche continuano tra Italia e Svizzera.
A Sion, il tribunale cantonale ha prorogato fino al 9 ottobre le misure restrittive contro Jacques e Jessica Moretti, i proprietari di Le Constellation, che sono sotto inchiesta insieme a tredici altri individui per incendio doloso, lesioni aggravate e omicidio per negligenza. Per prevenire il rischio di fuga, il tribunale può sostituire il requisito della firma giornaliera con un check-in in videoconferenza con la polizia locale. Il giudice ha indicato la volontà di modificare la misura ma vuole confermare la sua fattibilità ed efficacia. Dal 9 gennaio i Moretti hanno affrontato restrizioni precauzionali. Jacques è stato arrestato e rilasciato dopo 14 giorni con una cauzione di 200.000 franchi svizzeri.
La decisione, comunicata il 23 luglio e dettagliata nel fascicolo dell'inchiesta, ha citato ragioni per cui né la cittadinanza italiana di diverse vittime né i costi sostenuti dalla Repubblica italiana per assistere i suoi cittadini colpiti dall'incidente giustificano lo status di parte lesa.
Il procuratore generale Gabriella Palmieri ha contestato il ragionamento del giudice, mentre il ministero degli Affari esteri italiano ha dichiarato che le motivazioni dei procuratori svizzeri non sono condivise e sono obsolete alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani.
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