Il giudice distrettuale Leonie Brinkema ha riconosciuto che il sequestro e il tentativo di perquisizione forense dei cellulari personali di Blumenthal costituiscono una violazione dei suoi diritti del Quarto Emendamento.
Nel corso dell'incontro, gli agenti hanno confiscato i suoi due smartphone e lo hanno interrogato su contenuti che erano in linea con le opinioni di personalità importanti associate all'amministrazione Trump. Giorni dopo, il 29 luglio, Blumenthal è comparso davanti al giudice Brinkema, rappresentato dall'American Arab Anti-Discrimination Committee (ADC). La corte ha ascoltato le argomentazioni riguardanti la legalità del sequestro del telefono e la successiva gestione dei dispositivi da parte delle autorità federali.
Tuttavia, la giudice Brinkema ha respinto questa argomentazione, riconoscendo che il problema principale, il potenziale abuso del potere del governo, rimaneva irrisolto. Invece, ha ordinato una scoperta limitata, consentendo al team legale di Blumenthal di indagare su come il governo ha gestito i telefoni, chi ha avuto accesso a loro e se sono stati conservati dati. Questa mossa è stata vista come un passo fondamentale per garantire trasparenza e responsabilità.
Secondo quanto riferito, ha detto al giudice che il caso potrebbe essere trattato come se fosse un "campo aperto" per chiedere perché l'agenzia fosse interessata ai dispositivi di Blumenthal. Questa osservazione ha sottolineato la tensione tra il desiderio del governo di proteggere le operazioni sensibili e la necessità di un controllo giudiziario in questioni che coinvolgono le libertà civili. La controversia che circonda il caso di Blumenthal si è intensificata quando Laura Loomer, sostenitrice dell'ex presidente Donald Trump, ha pubblicato un messaggio dettagliato sui social media esortando l'amministrazione ad agire contro Blumenthal.
I suoi commenti rispecchiavano da vicino le domande poste dagli agenti della CBP durante la sua detenzione, suggerendo un possibile coordinamento tra le dichiarazioni pubbliche e le azioni delle forze dell'ordine. Loomer aveva precedentemente elogiato il sequestro dei telefoni di Blumenthal, descrivendolo come una minaccia per la sicurezza nazionale. Questi sviluppi hanno alimentato accuse di influenza politica nel trattamento dei giornalisti. Nella sua sentenza, la giudice Brinkema ha sottolineato il significato del caso nel contesto più ampio degli sforzi dell'amministrazione Trump per ridurre le libertà di stampa.
Ha tracciato paralleli con il tentativo fallito del Dipartimento di Giustizia di citare in giudizio i giornalisti del New York Times per informazioni relative a un programma militare classificato. Le sue osservazioni hanno evidenziato la crescente consapevolezza della magistratura dei rischi posti dall'autorità esecutiva non controllata. Jenin Younes, presidente e direttore legale dell'ADC, ha accolto la decisione della corte, affermando che affermava la natura preoccupante delle azioni del governo.
"Non vediamo l'ora di continuare a lavorare su questo caso e scoprire la piena portata di ciò che il governo ha fatto con i telefoni dei nostri clienti", ha aggiunto Younes. Blumenthal stesso ha espresso sollievo per la sentenza, riconoscendo che la corte aveva confermato la violazione dell'amministrazione Trump dei suoi diritti del Quarto Emendamento. Il suo continuo impegno con il processo legale segnala una determinazione a ritenere il governo responsabile delle sue azioni.
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