Una nuova analisi del Centre for Policy Studies indica che il costo dell'assunzione di giovani nel Regno Unito è aumentato a un ritmo tre volte superiore a quello dell'inflazione da quando il Partito Laburista è salito al potere. Il rapporto attribuisce questo aumento significativo agli incrementi considerevoli del salario minimo nazionale e ai maggiori contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con conseguenti aumenti del 31% dei costi per i lavoratori di età compresa tra i 18 e i 20 anni e del 20% per quelli di età superiore ai 21 anni. Questi crescenti costi del lavoro sono citati come una delle principali cause del recente calo delle offerte di lavoro, che sono scese al di sotto delle 700.000, e dell'aumento concomitante della disoccupazione. Sebbene il governo avesse inizialmente previsto di uniformare i tassi del salario minimo per le diverse fasce di età, ha recentemente sospeso questa specifica misura, seguendo i consigli della Low Pay Commission riguardo al rallentamento della domanda di giovani lavoratori. I critici sostengono che questi oneri finanziari per le imprese contribuiscono direttamente a una crisi dell'occupazione giovanile e a una riduzione delle attività di assunzione.
Lettura del bias (Conservatore): L'articolo utilizza termini carichi di emotività, come "impennata", "colpito duramente" e "irruzione", attribuendo esclusivamente alle politiche laburiste gli esiti economici negativi e omettendo eventuali controargomentazioni.




