Un nuovo studio internazionale condotto da istituzioni italiane come l'Ifom e l'Istituto Airc di Oncologia Molecolare di Milano ha rivelato che le cellule del cancro al seno che si muovono in gruppi diventano più invasive ma anche più rilevabili dal sistema immunitario. La ricerca si è concentrata sul carcinoma duttale in situ, una forma precoce di cancro al seno che rappresenta oltre il 20% delle diagnosi. Lo studio ha identificato la proteina Rab5a come un ruolo chiave nell'aumentare la mobilità cellulare, che porta allo stress mitocondriale e al rilascio del segnale mitocondriale DNA recognia riconosciuto dal sistema immunitario. Questa scoperta potrebbe portare a strategie di immunoterapia migliorate e a una migliore identificazione dei pazienti che hanno bisogno di trattamento, evitando potenzialmente interventi non necessari.
Lettura del bias (Centro): L'articolo discute le scoperte scientifiche relative alla biologia del cancro al seno e alle potenziali implicazioni terapeutiche.






