I sopravvissuti nella Colombia occidentale stanno lottando con le conseguenze di un potente terremoto che ha colpito la regione la sera di lunedì, lasciando centinaia di morti e migliaia di dispersi. Le squadre di soccorso sono entrate nel loro terzo giorno di ricerca tra le macerie per i sopravvissuti, con i funzionari che avvertono che le prossime ore rimangono cruciali per determinare se è possibile salvare più vite. Terremoto di magnitudo 4, centrato nella regione costiera di Choco a una profondità di 100 chilometri, ha causato devastazioni diffuse in più città, tra cui Pereira, Cali, Quibdo e Manizales.
Il governo colombiano ha dichiarato tre giorni di lutto per le oltre 250 persone confermate morte, sebbene esistano discrepanze tra i dati ufficiali e i rapporti indipendenti. Un database di gestione civile afferma che più di 4.000 persone rimangono disperse, mentre l'Associazione colombiana delle città capitali ha riportato almeno 132 morti. Le autorità locali di Pereira hanno annunciato 66 morti solo in quella città, mostrando video di interi quartieri ridotti in macerie.
L'impatto del terremoto è stato particolarmente grave a Pereira, situato ai piedi delle Ande. Juliana Maya, la cui panetteria e casa di famiglia sono crollate durante il disastro, ha descritto il caos mentre lei e i suoi colleghi fuggivano dalla struttura crollata. "Tutto intorno alla panetteria ha iniziato a cadere", ha raccontato. I suoi suoceri, entrambi anziani, ora affrontano un futuro incerto senza riparo o risorse. A Cali, un'altra città fortemente colpita, i residenti hanno formato catene umane per spostare i detriti dagli edifici crollati, mentre i funzionari dei vigili del fuoco hanno sottolineato che gli sforzi di salvataggio continueranno per almeno quattro giorni.
Walter Arroyave, un residente di Pereira, ha condiviso la sua straziante esperienza di essere stato solo durante il terremoto quando sua moglie e sua figlia erano lontani. Ha descritto i primi momenti di confusione e paura, seguiti dall'agonizzante attesa per confermare la loro sicurezza. Le strade sono diventate impraticabili a causa della congestione e delle interruzioni di corrente, ritardando le comunicazioni e complicando le operazioni di soccorso.
A Bogota, i danni sono stati minimi, ma i residenti hanno ancora sentito i tremori, spingendo alcuni a fuggire per le strade indossando solo il loro pigiama. Segretario di Stato Marco Rubio, che ha espresso disponibilità a sostenere la Colombia, e il presidente dell'Unione europea Ursula von der Leyen, che ha menzionato l'attivazione dei servizi satellitari Copernicus per aiutare gli sforzi di salvataggio. Messico, Ecuador e Francia hanno anche promesso assistenza.
Il disastro si aggiunge alle sfide in corso che l'America Latina deve affrontare, che ha recentemente sopportato due terremoti catastrofici nel vicino Venezuela a giugno, causando oltre 6.000 morti e ingenti danni. Mentre la ricerca di sopravvissuti continua, l'attenzione si sposta verso l'affrontare le esigenze immediate della popolazione sfollata. Rifugi temporanei sono stati istituiti nelle scuole e nelle arene sportive, ma persistono preoccupazioni per quanto riguarda soluzioni a lungo termine per l'alloggio e l'assistenza medica. Per molti, la strada da percorrere rimane incerta, con una perdita marcata, la resilienza e il bisogno urgente di supporto.
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