Il terremoto di magnitudo 4 che ha colpito il paese all'inizio di questa settimana. A partire da giovedì, oltre 281 persone hanno perso la vita, con più di 3.900 feriti, secondo i dati ufficiali. Almeno 379 individui rimangono dispersi, mentre le operazioni di soccorso passano dalle missioni di ricerca e salvataggio attive alla pulizia dei detriti. L'attenzione dell'operazione si è spostata verso la stabilizzazione delle regioni colpite e l'assistenza ai residenti sfollati, segnando un passaggio dalla risposta immediata all'emergenza alla pianificazione del recupero a lungo termine.
I terremoti, uno dei più forti del paese negli ultimi decenni, hanno scatenato il panico e il caos, con molte persone costrette a cercare riparo all'aperto. A Cali, le squadre di soccorso hanno iniziato a dare priorità alla rimozione dei detriti, segnalando che la finestra critica di 72 ore per localizzare i sopravvissuti è in gran parte passata. David Tamayo, capo dell'Unità nazionale per la gestione dei rischi di catastrofi della Colombia, ha riconosciuto la triste realtà della situazione durante una dichiarazione giovedì sera.
Ha sottolineato che mentre le possibilità di trovare altri sopravvissuti sono in diminuzione, la squadra continuerà i suoi sforzi per individuare tutte le persone scomparse. "La nostra missione è quella di continuare a cercare e trovare tutte quelle persone che sono state segnalate come scomparse", ha detto. Questo sentimento ha fatto eco tra i volontari e soccorritori locali, che hanno lavorato instancabilmente in condizioni difficili, spesso con risorse e supporto minimi.
Marin, che ha viaggiato per oltre 10 ore da Bogotà dopo aver ricevuto la notizia della condizione di sua madre, ha descritto come è stata soccorsa con segni vitali ma in seguito ha soccombuto alle sue ferite mentre si recava in ospedale. Ha raccontato la devastazione emotiva di aver perso sua madre, notando che è stata trovata in pigiama e con le chiavi della casa in mano, un simbolo toccante della tragedia che si è svolta. A Cali, gli sforzi di salvataggio sono stati caratterizzati da urgenza e cautela. I volontari hanno operato in brigate di secchi, trasportando forniture e attrezzature attraverso le macerie, mentre i coordinatori hanno usato megafoni per mantenere l'ordine e garantire il rispetto dei protocolli di sicurezza.
Nel frattempo, le imprese locali, compresi i ristoranti, si sono attivate per fornire pasti essenziali ai soccorritori e ai volontari, con Monica Mina, proprietaria di un ristorante, che ha guidato gli sforzi per distribuire circa 1.000 pasti al giorno. Più a nord, nel cimitero di Roldanillo, le autorità hanno confermato la scoperta di resti umani che si ritiene siano collegati al terremoto.
Altrove, nella città portuale di Buenaventura, i residenti hanno affrontato ulteriori sfide mentre le squadre di soccorso hanno faticato a raggiungere aree remote. I rapporti locali hanno indicato che alcuni quartieri sono rimasti inaccessibili a causa della presenza di gruppi armati, che hanno intercettato le donazioni di cibo e hanno rivendicato l'autorità sulla distribuzione. Mentre continua la ricerca di sopravvissuti, il rischio rappresentato da frequenti scosse di assestamento, oltre 150 registrate da lunedì, rimane una preoccupazione sia per i soccorritori che per i residenti sfollati. Il governo stima che più di 10.500 case sono state distrutte, evidenziando la portata della crisi.
Il presidente Abelardo De La Espriella, che ha assunto l'incarico pochi giorni prima del disastro, si trova di fronte a crescenti pressioni per coordinare uno sforzo di soccorso globale e affrontare i crescenti bisogni umanitari della popolazione colpita.
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