Un primo rapporto di informazione formale (FIR) è stato depositato contro il capo di Meta India in seguito alle accuse secondo cui la piattaforma di social media della società ha facilitato la diffusione di contenuti rivolti al Primo Ministro Narendra Modi. La denuncia è stata presentata da un lavoratore del BJP, che sostiene che la piattaforma ha permesso la diffusione di post ritenuti offensivi al Primo Ministro.
Secondo quanto riferito, l'FIR è stata presentata dopo che un membro del BJP, Nishikant Dubey, che presiede il comitato permanente parlamentare per le comunicazioni e le tecnologie dell'informazione, ha sollevato preoccupazioni sulla promozione di contenuti "anti-establishment" e "anti-democrazia" sulle piattaforme di social media. Dubey ha evidenziato una disparità nella portata di diverse entità politiche, citando che il Cockroach Janta Party (CJP), un movimento guidato dai social media, ha guadagnato significativamente più visualizzazioni rispetto ai partiti mainstream. Secondo Dubey, i contenuti del CJP hanno attirato 30 milioni di visualizzazioni in una settimana, mentre il Bharatiya Janata Party (BJP) ha registrato solo 10 milioni di visualizzazioni.
Ha accusato Meta di amplificare in modo sproporzionato le narrazioni non mainstream, suggerendo un potenziale pregiudizio nelle pratiche di moderazione dei contenuti. Oltre alla questione della moderazione dei contenuti, Dubey ha espresso allarme per l'uso delle reti private virtuali (VPN) e ha criticato le società di social media per non aver divulgato le statistiche di accesso degli utenti tramite tali servizi.
Dubey ha anche rivolto le sue critiche alla mancanza di applicazione delle leggi volte a frenare i contenuti dannosi, in particolare il materiale relativo allo sfruttamento di donne e bambini. Durante una riunione del gruppo parlamentare, ha proposto il ritiro delle protezioni "porto sicuro" concesse alle piattaforme di social media ai sensi del Information Technology Act, 2000.
Dubey ha spiegato che queste protezioni erano originariamente destinate a proteggere i fornitori di servizi Internet tradizionali dalla responsabilità, ma sono state estese alle nuove piattaforme digitali. Ha sostenuto che l'attuale quadro giuridico consente alle società di social media di evitare la responsabilità per i contenuti illegali, nonostante l'emanazione di leggi successive progettate per ritenere responsabili gli intermediari.
La posizione del governo riflette una spinta più ampia per affermare un maggiore controllo sugli spazi digitali, specialmente alla luce di incidenti come la rimozione del video di Modi e la presunta promozione sproporzionata di alcune narrazioni politiche.
Il Public Examination (Prevention of Unfair Means) Amendment Bill, 2026, è stato approvato da entrambe le camere del parlamento, imponendo gravi conseguenze per coloro che sono coinvolti nella perdita di materiali di esame. Sotto la nuova legge, i trasgressori potrebbero affrontare pene detentive che vanno da cinque a dieci anni, insieme a pesanti multe. Questi sviluppi sottolineano la complessa interazione tra politica, regolamentazione dei social media e sentimento pubblico nell'India contemporanea.
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