Gli scienziati hanno identificato sei strutture precedentemente sconosciute nascoste nel profondo dell'interno della Terra, secondo una nuova ricerca pubblicata sul Journal of Geophysical Research: Solid Earth. Queste strutture si trovano a circa 2.900 chilometri sotto la superficie, vicino al confine tra il mantello inferiore e il nucleo esterno liquido.
I risultati sono stati ottenuti attraverso lo studio di segnali deboli noti come precursori PKP, onde che passano attraverso il nucleo esterno liquido e si disperdono quando incontrano piccole irregolarità o variazioni nella composizione della Terra profonda. Questi segnali arrivano ai rivelatori leggermente prima delle principali onde sismiche, ma sono troppo deboli per essere facilmente rilevati senza strumenti sofisticati. Tradizionalmente, gli scienziati cercavano manualmente questi segnali tra vasti set di dati, un processo soggetto all'errore umano e alla soggettività. Per superare questa sfida, i ricercatori hanno addestrato un modello di apprendimento profondo con segnali già identificati dagli esperti.
Gli errori nel sistema sono stati rivisti e corretti dal team, e queste correzioni sono state riportate nel processo di addestramento per migliorare l'accuratezza. Di conseguenza, lo strumento di IA ha analizzato più di due milioni di record sismici da quasi 5.000 terremoti e ha riconosciuto 174.929 segnali precursori PKP di alta qualità. Questo numero supera i totali precedenti di oltre dieci volte, consentendo la creazione di una mappa molto più dettagliata del mantello profondo. Le strutture appena scoperte sembrano essere anomalie sottili che alterano sottile il percorso delle onde sismiche, suggerendo che potrebbero essere resti di antiche placche tettoniche o anche frammenti legati alla formazione delle Lune.
Tuttavia, la loro composizione esatta rimane indeterminata e saranno necessari ulteriori studi per confermare queste ipotesi. L'area in cui si trovano queste strutture è una delle regioni più dinamiche e complesse del pianeta. Segna il confine tra il mantello inferiore solido, composto da rocce che si deformano lentamente, e il nucleo esterno liquido, costituito principalmente da ferro e nichel.
La presenza di queste misteriose strutture potrebbe influenzare il modo in cui il calore viene trasferito attraverso questa zona critica, alterando potenzialmente la nostra comprensione della dinamica interna della Terra. Questa svolta mette in evidenza il ruolo crescente dell'intelligenza artificiale nella scienza planetaria.
Tecniche simili potrebbero presto essere applicate allo studio di Marte, dove recenti osservazioni hanno rivelato formazioni geologiche insolite che rimangono poco comprese. Le implicazioni di questa scoperta vanno oltre la pura curiosità scientifica. Comprendere la struttura e la composizione della Terra profonda può fornire informazioni sulla storia del pianeta, compresa la sua evoluzione iniziale e i processi che hanno plasmato il suo stato attuale. Mentre i ricercatori continuano a perfezionare i loro modelli e espandere i loro set di dati, studi futuri potrebbero rivelare ancora più segreti sepolti sotto la superficie, offrendo un quadro più chiaro delle forze che governano il nostro mondo.
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