Secondo i dati di Benchmark Mineral Intelligence, una società di ricerca con sede a Londra, solo nel mese di luglio sono stati esportati dalla Cina circa 540.000 veicoli elettrici, un record mensile, mentre circa 980.000 sono stati venduti all'interno del paese. Ciò si traduce in circa un veicolo elettrico esportato per ogni due venduti all'interno del paese, un rapporto che è aumentato notevolmente da uno per ogni cinque nello stesso periodo dell'anno scorso. Questa tendenza riflette un pivot strategico più ampio da parte delle case automobilistiche cinesi, che stanno sempre più cercando di andare oltre i loro mercati nazionali per sostenere la crescita.
Il cambiamento è guidato sia dalla necessità economica che dal vantaggio competitivo. Le vendite domestiche in Cina sono diminuite del 12% nei primi sette mesi del 2026 e l'Agenzia internazionale per l'energia prevede che il mercato potrebbe chiudere l'anno piatto per la prima volta in un decennio. Con l'intensificarsi della concorrenza in Cina, i produttori stanno trovando nuove opportunità nei mercati emergenti come Brasile, Thailandia e gli stati del Golfo. Lei Xing, fondatore della società di consulenza cinese per l'industria automobilistica AutoXing, ha osservato che il boom delle esportazioni non è solo una reazione temporanea a una recessione ma una strategia a lungo termine.
Ha paragonato la situazione attuale all'ascesa delle case automobilistiche giapponesi e tedesche alla fine del XX secolo, sottolineando che i veicoli elettrici cinesi offrono convenienza, raffinatezza tecnologica e ampia disponibilità. "L'aumento delle esportazioni è in parte dovuto alla sovraccapacità, ma non è l'unico fattore", ha spiegato Xing. "L'espansione nei mercati internazionali non è stata priva di sfide. I governi di regioni come l'Asia e l'America Latina stanno attuando misure per gestire l'afflusso di veicoli elettrici cinesi. In Thailandia, dove i primi cinque marchi di automobili sono tutti cinesi, le normative richiedono ai produttori di produrre due veicoli localmente per ogni importato, un requisito che dovrebbe aumentare a tre entro il prossimo anno".
Allo stesso modo, il Brasile ha aumentato le tasse d'importazione sui veicoli elettrici per eguagliare quelle applicate alle auto a benzina, con l'obiettivo di proteggere le industrie locali. 1%, consentendo l'ingresso di quasi 50.000 veicoli all'anno. Nonostante questi ostacoli normativi, la domanda di veicoli elettrici cinesi continua a crescere. 7 milioni di unità nei primi sette mesi del 2026, con marchi cinesi che forniscono la metà di tali veicoli. Questo rappresenta un salto significativo rispetto all'anno precedente, quando le società cinesi rappresentavano solo un quarto di tali vendite.
"La previsione è che quest'anno saranno venduti significativamente più veicoli elettrici nel resto del mondo rispetto al Nord America", ha affermato. Questa proiezione sottolinea la crescente influenza delle case automobilistiche cinesi sui mercati internazionali, in particolare nelle regioni in cui le infrastrutture e le preferenze dei consumatori si allineano con le offerte dei produttori cinesi di veicoli elettrici. Persino Tesla, un attore importante nello spazio EV, sta avvertendo l'impatto della dinamica cambiante in Cina. Le cifre rilasciate dalla China Passenger Car Association indicano che lo stabilimento di Tesla a Shanghai ha venduto 238.955 veicoli in Cina durante la prima metà del 2026, mentre ha spedito 228.994 unità.
Questo suggerisce che anche le case automobilistiche occidentali affermate si affidano alle esportazioni per compensare le prestazioni domestiche più deboli. Mentre le case automobilistiche cinesi continuano ad espandere la loro portata, l'attenzione si sta spostando dalle semplici esportazioni a una più profonda integrazione nei mercati esteri. Bill Russo, fondatore della società di consulenza Automobility con sede a Shanghai, ha sottolineato che la fase successiva comporta la localizzazione della produzione, delle catene di approvvigionamento e della tecnologia all'estero.
Con oltre un milione di veicoli elettrici spediti dalla Cina negli ultimi 18 mesi ancora in attesa di vendita, la sfida ora è la gestione dell'inventario in eccesso. I distributori sono sotto pressione per eliminare le scorte attraverso sconti e incentivi, che potrebbero influenzare i valori residui. Man mano che le fabbriche cinesi aumentano la produzione, il ritmo delle esportazioni è destinato ad accelerare, rimodellando ulteriormente l'industria automobilistica globale.
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