L'acquisizione da parte di Chery dell'ex stabilimento Nissan di Rosslyn vicino a Pretoria, in Sud Africa, segna un momento cruciale nel riallineamento strategico delle case automobilistiche cinesi verso i mercati africani. Questa mossa, parte di uno sforzo più ampio per localizzare la produzione, sottolinea un passaggio dalle tradizionali strategie di esportazione e verso la costruzione all'interno del continente.
La decisione arriva in un contesto di rallentamento della domanda di automobili in Cina e di crescenti barriere commerciali in Europa e Nord America. Stabilendo una presenza fisica in Africa, le case automobilistiche cinesi mirano a capitalizzare sulla rapida urbanizzazione, una fiorente classe media e politiche governative di supporto.
Gli analisti evidenziano diverse nazioni africane, Sud Africa, Marocco, Kenya, Etiopia e Ghana, come candidati principali per gli investimenti cinesi in EV a causa delle loro capacità industriali, politiche favorevoli o miglioramento delle infrastrutture elettriche. Il Marocco, in particolare, beneficia della sua vicinanza geografica ai mercati europei, mentre le sostanziali riserve di litio dello Zimbabwe offrono il potenziale per sostenere le catene di approvvigionamento delle batterie.
In Marocco è già prevista una gigafabbrica di batterie su larga scala, che segna un passo significativo verso l'autosufficienza in componenti critici. La rapida urbanizzazione e l'aumento dei redditi stanno consentendo alle case automobilistiche cinesi di guadagnare terreno nei mercati precedentemente dominati da marchi europei, giapponesi e americani. Hiten Parmar, direttore esecutivo di The Electric Mission, osserva che l'accessibilità dei marchi cinesi sta rendendo i nuovi veicoli più accessibili ai consumatori africani che tradizionalmente si sono affidati alle auto usate. Questa accessibilità è ulteriormente supportata dallo status del continente come importatore netto di combustibili raffinati, che mette a dura prova le riserve estere e le economie locali.
Nick Hedley, analista di ricerca sulla transizione energetica presso Zero Carbon Analytics, sottolinea che la popolazione in crescita dell'Africa e l'espansione della classe media rappresentano un mercato naturale per i veicoli elettrici a prezzi accessibili.
Il passaggio è anche influenzato dalle dinamiche interne all'interno della Cina, dove la domanda interna è satura e i canali di esportazione affrontano restrizioni crescenti. Tombo Banda, direttore generale di CrossBoundary Energy, sottolinea che l'onshoring della produzione in Africa offre un vantaggio strategico, consentendo alle aziende di navigare le tariffe e posizionarsi più vicine ai mercati emergenti.
L'Etiopia, ad esempio, ha attuato politiche per scoraggiare l'importazione di veicoli alimentati a combustibili fossili e sta promuovendo la produzione locale attraverso la riduzione dei dazi all'importazione sui veicoli elettrici. Tali misure riflettono un crescente riconoscimento dell'importanza della transizione verso soluzioni di trasporto sostenibili.
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