Il giudice Noam Sohlberg, presidente della Commissione Elettorale Centrale (CEC), ha stabilito venerdì che il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir deve rimuovere un controverso video dai suoi account sui social media.
La decisione di Sohlberg si basava sull'argomento che il video costituiva propaganda elettorale ai sensi della Sezione 2A della Legge elettorale (Metodi di propaganda elettorale), 1959. Il giudice ha applicato il test di scopo dominante, concludendo che il contesto del video - girato all'interno di una struttura del Servizio carcerario israeliano e che coinvolgeva personale in uniforme - indicava chiaramente un motivo di campagna politica. La sentenza ha sottolineato specificamente che il filmato mostrava i risultati e le posizioni politiche di Ben-Gvir, attraversando così la linea della campagna elettorale.
Le conseguenze legali della sentenza sono state significative. Ben-Gvir è stato condannato a pagare NIS 8.000 in spese legali al Movimento per un Governo di Qualità. Inoltre, al Ministero della Sicurezza Nazionale e al Servizio Penitenziario di Israele è stato ordinato congiuntamente di pagare un ulteriore NIS 15.000, portando l'importo totale a NIS 23.000. La corte ha sottolineato che il suo focus era esclusivamente sulla questione della propaganda elettorale e non ha approfondito le reazioni pubbliche o internazionali più ampie al video.
La petizione contro Ben-Gvir è stata presentata quasi due settimane dopo la prima pubblicazione del video, il che significava che non poteva essere emesso un ordine di rimozione provvisorio in quel momento.
La sentenza ha anche affrontato le preoccupazioni circa l'uso improprio dei beni pubblici. Il Movimento per il governo di qualità ha sostenuto che questo incidente faceva parte di una tendenza più ampia, facendo riferimento a una precedente sentenza di marzo in cui la CEC aveva avvertito Ben-Gvir di azioni simili. In quel caso, la commissione aveva ordinato la rimozione di altri video che mostravano Ben-Gvir in ambienti carcerari e su barche della polizia.
L'avvocato Tomer Naor, che rappresenta il Movimento per un Governo di Qualità, ha dichiarato che quando un funzionario del governo utilizza beni pubblici per scopi politici, mina la fiducia del pubblico e l'integrità del loro ruolo.
Dopo la sentenza, Ben-Gvir ha prontamente rimosso il video dalla sua piattaforma di social media, anche se non ha fatto alcun commento pubblico sulla questione. L'incidente ha suscitato ampie critiche, sia a livello nazionale che internazionale. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso preoccupazione, affermando che il modo in cui Ben-Gvir ha trattato gli attivisti della flottiglia non era allineato con i valori e le norme israeliane.
Il coinvolgimento del commissario del Servizio carcerario israeliano Kobi Yaakovi, noto alleato di Ben-Gvir, ha sollevato ulteriori domande sull'opportunità di consentire tali visite.
L'accento posto sul mantenimento della separazione tra servizio pubblico e campagne politiche sottolinea l'importanza di preservare l'integrità dei ruoli governativi. In futuro, la CEC e altri organismi di regolamentazione potrebbero affrontare una maggiore pressione per far rispettare questi confini in modo più rigoroso, garantendo che vengano evitati incidenti futuri e che la fiducia del pubblico nel governo rimanga intatta.
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The Jerusalem PostIndipendenteCentro15 gg fa Il giudice Sohlberg ordina a Ben-Gvir di rimuovere il video della flotta per violazione della campagnaIl vice presidente della Corte Suprema israeliana, Giudice Noam Sohlberg, ha stabilito che il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir deve rimuovere un video di 38 secondi dai suoi account sui social media a causa di presunte violazioni delle leggi sulla propaganda elettorale. Il video, girato durante una visita a un centro di detenzione nel porto di Ashdod, mostra Ben-Gvir che interagisce con attivisti della flottiglia Sumud e sventola una bandiera israeliana. La corte ha stabilito che il video costituisce propaganda elettorale utilizzando beni pubblici, violando la Sezione 2A della legge elettorale. La sentenza includeva multe per un totale di NIS 23.000 per Ben-Gvir e entità correlate.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un resoconto fattuale di una sentenza giudiziaria riguardante l'osservanza della legge elettorale. Include citazioni dirette della decisione della corte e fornisce il contesto degli argomenti legali presentati da entrambe le parti. Non vi è un linguaggio apertamente parziale e la relazione appare equilibrata nel presentare un
The Times of IsraelIndipendenteCentro15 gg fa La Commissione Elettorale Centrale ordina a Ben Gvir di rimuovere il video degli abusi della flottiglia.Il Comitato Elettorale Centrale (CEC), presieduto dal vicecapo della Corte Suprema Noam Sohlberg, ha ordinato al ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir di rimuovere un controverso video che ha pubblicato sui social media raffiguranti la sua interazione con gli attivisti detenuti su una flotta diretta a Gaza. Il video mostrava Ben Gvir che sovrintendeva alla detenzione di attivisti stranieri, alcuni dei quali erano legati e costretti a inginocchiarsi, mentre sventolava una bandiera israeliana e suonava l'inno nazionale. Il CEC ha stabilito che il video violava le leggi elettorali utilizzando beni pubblici per la propaganda politica. Ben Gvir è stato anche condannato a pagare 23.000 NIS in spese legali dopo una petizione presentata dal Movimento per un governo di qualità in Israele. Il video ha suscitato ampie critiche da parte dei leader israeliani, tra cui il primo ministro Benjamin Gideon Netanyahu e il ministro degli Esteri Sa'ar, che hanno condannato il trattamento dei detenuti come incompatibile con i valori israeliani. Nonostante la sentenza israeliana, Ben Gvir ha rimosso il video dal suo account, ma non ha commentato pubblicamente la decisione.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta i fatti della situazione senza favorire apertamente nessuna delle due parti. Include citazioni di più figure politiche, fornisce il contesto della controversia e riferisce sulla sentenza legale senza apparenti pregiudizi.
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