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Calenda “schiera” la Fondazione Einaudi: “Correrà con noi alle elezioni”. Grazie ad Azione l’ente avrà 1,2 milioni in due anni
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Calenda “schiera” la Fondazione Einaudi: “Correrà con noi alle elezioni”. Grazie ad Azione l’ente avrà 1,2 milioni in due anni

Carlo Calenda, leader del movimento politico Azione, ha annunciato in un'intervista alla Repubblica che la Fondazione Luigi Einaudi entrerà a pieno titolo nella sua coalizione per le future elezioni politiche. La Fondazione, pur essendo formalmente un ente del terzo settore, è considerata un think tank liberista e riceve fondi pubblici dai ministeri e dalle regioni a guida centrale. Gli emendamenti approvati nel bilancio di Azione hanno garantito un finanziamento record di 1,2 milioni di euro in due anni alla Fondazione, con un impiego diretto nella promozione delle idee liberali e nell'educazione dei giovani. Il presidente della Fondazione, Giuseppe Benedetto, ha confermato che la Fondazione sosterrà la campagna elettorale di Calenda, rinunciando personalmente a candidarsi per un segno di serietà.

Carlo Calenda ha posizionato la Fondazione Luigi Einaudi all'interno della sua coalizione politica, affermando che si candiderà a fianco del suo partito durante le prossime elezioni. 2 milioni di euro in due anni. Questo sostegno finanziario è stato assicurato tramite due articoli specifici della legge di bilancio, entrambi derivanti da emendamenti firmati dal senatore Marco Lombardo, membro della fazione di Calenda. Il finanziamento include 300.000 euro all'anno per l'Osservatorio dell'Europa sudorientale, con sede presso la fondazione a Roma, per condurre ricerche e promuovere iniziative culturali legate all'espansione europea e alla difesa dei valori europei, nonché per istituire scuole di liberalismo nelle repubbliche balcaniche.

Inoltre, altri 600.000 euro in due anni sono destinati all'Osservatorio "Paper, Pen & Digital", incentrato sul valore della lettura di libri fisici e scritti a mano, insieme all'impatto delle tecnologie digitali sui processi cognitivi e sull'apprendimento dei giovani studenti. Questi contributi rappresentano un aumento significativo, con i 600.000 euro annui che rappresentano oltre il 40% del reddito dichiarato della fondazione per il 2025, che ammontava a 1.433.774 euro. I finanziamenti pubblici per la fondazione lo scorso anno hanno raggiunto i 250.000 euro dal Consiglio nazionale della ricerca (CNR). Nonostante la sua designazione come istituzione culturale, la fondazione mantiene stretti legami con i circoli politici.

Dal 2022, Andrea Cangini, ex redattore capo del Quotidiano Nazionale ed ex senatore di Forza Italia e Azione, ha ricoperto la carica di segretario generale della fondazione. Il consiglio di amministrazione comprende Andrea Marcucci, ex senatore del governo di Matteo Renzi dal Partito Democratico, e Gippy Rubinetti, capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Nordio è stato in precedenza membro del consiglio fino alla sua nomina al governo, così come l'attuale ministro della Difesa Guido Crosetto. Il comitato scientifico comprende Giulio Terzi di Sant'Agata, ex ministro degli Esteri nel governo Monti e attualmente senatore per i Fratelli d'Italia.

La fondazione ha svolto un ruolo centrale nella promozione della campagna del "Sì" durante il referendum sulla riforma costituzionale sulla riforma giudiziaria, guidando l'iniziativa nota come SìSepara, con l'avvocato Giuseppe Benedetto al timone. Benedetto ha confermato in un'intervista a Il Quotidiano Nazionale che la missione della fondazione sarà quella di consentire a un gruppo di liberali di avere una presenza in Parlamento, spiegando di essere stato riluttante a ritirarsi dalla candidatura personale per inviare un messaggio di serietà.

L'allineamento strategico della fondazione con l'agenda politica di Calenda sottolinea la tendenza più ampia di integrare entità non politiche nelle strategie elettorali, sfruttando la loro influenza e le risorse per sostenere le campagne politiche. Questa mossa riflette un modello crescente di collaborazione tra partiti politici e gruppi di riflessione, utilizzando fondi pubblici per migliorare la visibilità e la credibilità. Il duplice ruolo della fondazione sia come istituto di ricerca che come attore politico evidenzia i confini sfocati tra l'impegno civico e la politica elettorale nel governo italiano contemporaneo.

Con l'avvicinarsi delle elezioni, l'integrazione di tali entità nel panorama politico potrebbe modellare in modo significativo il discorso e i risultati del prossimo voto.

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Calenda “schiera” la Fondazione Einaudi: “Correrà con noi alle elezioni”. Grazie ad Azione l’ente avrà 1,2 milioni in due anni

Carlo Calenda, leader del movimento politico Azione, ha annunciato in un'intervista alla Repubblica che la Fondazione Luigi Einaudi entrerà a pieno titolo nella sua coalizione per le future elezioni politiche. La Fondazione, pur essendo formalmente un ente del terzo settore, è considerata un think tank liberista e riceve fondi pubblici dai ministeri e dalle regioni a guida centrale. Gli emendamenti approvati nel bilancio di Azione hanno garantito un finanziamento record di 1,2 milioni di euro in due anni alla Fondazione, con un impiego diretto nella promozione delle idee liberali e nell'educazione dei giovani. Il presidente della Fondazione, Giuseppe Benedetto, ha confermato che la Fondazione sosterrà la campagna elettorale di Calenda, rinunciando personalmente a candidarsi per un segno di serietà.

Lettura del bias (Conservatore): L'articolo inquadra il finanziamento della Fondazione Einaudi come una mossa strategica del movimento Azione di Calenda per sostenere la loro campagna elettorale, sottolineando l'allineamento con i valori liberali e gli ingenti fondi pubblici assegnati.

Perché fattualità (85): The article reports on Carlo Calenda’s strategy involving the Fondazione Einaudi, citing an interview with him and confirming the financial support through legislative amendments. It accurately describes the legal framework and the role of Azione in securing funding. The information aligns with cros

Perché obiettività (70): The tone leans slightly towards supporting Calenda’s political maneuvering, using phrases like 'joint venture' and highlighting the significance of the funding. While not overtly partisan, the framing suggests a positive view of the alliance between Calenda and the Fondazione Einaudi.

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