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Cadute delle pensioni: l'impatto della distruzione di circa 255 mila posti di lavoro registrati nelle imprese private
AR🏛️ PoliticaCentro8 gg fa

Cadute delle pensioni: l'impatto della distruzione di circa 255 mila posti di lavoro registrati nelle imprese private

Un rapporto di IDESA rivela che tra novembre 2023 e aprile 2026 si è registrata la distruzione di circa 255 milioni di posti di lavoro retribuiti formali nell'economia urbana, mentre l'occupazione informale è aumentata di 450 milioni di posti. Questa transizione verso l'informalità non si riflette in un aumento della disoccupazione, ma in una diminuzione dei redditi e in una minore qualità delle pensioni. Il rapporto sottolinea che la riforma previdenziale ha visto un calo negli alti delle pensioni contributive, specialmente nel 2026, dove si prevede una riduzione del 45% rispetto al 2024. Ciò è dovuto al fatto che le persone che prendono la pensione senza soddisfare i requisiti di contributo dipendono ora dalla PUAM, che richiede solo 65 anni di età.

Un nuovo studio di IDESA rivela che la distruzione di oltre 255.000 posti di lavoro registrati nel settore privato ha avuto un impatto significativo sui benefici pensionistici negli ultimi anni. La ricerca evidenzia come il calo dell'occupazione formale non si traduca necessariamente in tassi di disoccupazione più elevati, poiché molti lavoratori si sono trasferiti nei settori informali. Questo cambiamento ha portato a cali immediati nel reddito e conseguenze a lungo termine per le future pensioni.

Secondo il rapporto, questa distruzione di posti di lavoro non si riflette nelle statistiche ufficiali sulla disoccupazione perché gli individui si spostano verso il lavoro informale, che include salariati non registrati e lavoratori autonomi che non pagano nel sistema Monotributo.

Questo trend sottolinea la crescente disparità tra la crescita economica guidata dall'agricoltura, dall'energia e dalle miniere e la stagnazione delle economie urbane. L'impatto sul sistema pensionistico è profondo. Lo studio sottolinea che le scarse prestazioni del mercato del lavoro hanno effetti negativi immediati ma influenzano anche la sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico.

Secondo i dati del sottosegretariato della sicurezza sociale, nel 2024 ci sono stati 105.000 pensionamenti basati sui contributi con 30 anni di pagamenti e 320.000 pensionamenti sotto moratoria e il programma PUAM, che consente il pensionamento senza soddisfare i requisiti di contributo minimo. Nel 2025, il numero di pensionamenti basati sui contributi è aumentato leggermente a 113.000, mentre i pensionamenti sotto moratoria e PUAM sono scesi a 248.000. Per il 2026, le proiezioni indicano 110.000 pensionamenti basati sui contributi e 123.000 pensionamenti sotto moratoria e PUAM.

Lo studio spiega che il declino dei pensionati senza contributi sufficienti è dovuto alla chiusura delle moratorie, rendendo più difficile per coloro che non hanno abbastanza pagamenti accedere ai benefici pensionistici attraverso il programma PUAM, che richiede principalmente di raggiungere l'età di 65 anni indipendentemente dal sesso.

IDESA sottolinea l'urgenza di attuare misure per generare posti di lavoro di alta qualità, non solo per alleviare l'attuale situazione sociale ma anche per migliorare le pensioni future. Un passo cruciale sarebbe l'attuazione della legge sulla modernizzazione del lavoro, anche se sono necessari ulteriori passi per realizzarne appieno il potenziale. La più grande sfida consiste nell'evitare ulteriori ritardi nelle riforme fiscali e pensionistiche.

La Commissione ha inoltre adottato una relazione sulla situazione economica e sociale dei paesi dell'Europa centrale e orientale, in cui si sottolinea la necessità di un'azione comune per la lotta contro la disoccupazione e per la promozione della coesione economica e sociale.

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Perfil logoPerfilIndipendenteCentroFattualità 85Obiettività 788 gg fa
Cadute delle pensioni: l'impatto della distruzione di circa 255 mila posti di lavoro registrati nelle imprese private

Un rapporto di IDESA rivela che tra novembre 2023 e aprile 2026 si è registrata la distruzione di circa 255 milioni di posti di lavoro retribuiti formali nell'economia urbana, mentre l'occupazione informale è aumentata di 450 milioni di posti. Questa transizione verso l'informalità non si riflette in un aumento della disoccupazione, ma in una diminuzione dei redditi e in una minore qualità delle pensioni. Il rapporto sottolinea che la riforma previdenziale ha visto un calo negli alti delle pensioni contributive, specialmente nel 2026, dove si prevede una riduzione del 45% rispetto al 2024. Ciò è dovuto al fatto che le persone che prendono la pensione senza soddisfare i requisiti di contributo dipendono ora dalla PUAM, che richiede solo 65 anni di età.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta una descrizione oggettiva degli effetti economici e sociali della distruzione dei posti di lavoro formali e della migrazione verso l'informalità, senza prendere parte esplicita né favorire una specifica ideologia.

Perché fattualità (85): The article reports on an IDESA report discussing job destruction in the formal sector and its impact on pensions. It provides specific numbers (255k jobs destroyed) and explains the shift to informal employment. While no primary source was available, the data aligns with common economic trends obse

Perché obiettività (78): The article presents the findings of the IDESA report but uses somewhat emotive language such as 'caída en los ingresos' and 'menos y peores jubilaciones,' which may influence reader perception. It also frames the issue as a negative consequence without presenting alternative viewpoints or nuances.

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