A partire da questa settimana sono stati introdotti nuovi dazi doganali sui pacchi provenienti da paesi al di fuori dell'Unione europea, che segnano un cambiamento significativo nel modo in cui gli acquisti online sono tassati all'interno dell'UE. Questi cambiamenti, entrati in vigore di recente, mirano a far fronte alle crescenti preoccupazioni per l'aumento del volume del commercio transfrontaliero, i sistemi nazionali frammentati e la rapida espansione dell'e-commerce. I nuovi regolamenti eliminano la precedente esenzione per le spedizioni di piccolo valore - quelle inferiori a 150 euro - e ora richiedono che tutti questi articoli paghino dazi doganali e imposta sul valore aggiunto (IVA).
Questa mossa ha suscitato preoccupazione tra i consumatori, poiché sembra che questi costi aggiuntivi ricadranno in ultima analisi su di loro piuttosto che essere assorbiti da piattaforme o venditori.
Secondo Melita Buljan, consulente nel settore del sistema doganale presso l'amministrazione doganale croata, la nuova tassa doganale fissa, pur destinata a essere sostenuta da piattaforme e venditori, è probabile che venga trasferita ai consumatori. Se viene utilizzata la procedura IOSS (Import One Stop Shop), la tassa doganale fissa sarà addebitata al punto di acquisto insieme al valore del pacchetto e all'IVA. Tuttavia, se IOSS non viene applicata, il dazio doganale e l'IVA saranno riscossi dagli operatori postali o di corriere al momento della consegna. Ciò significa che a seconda di come la spedizione viene dichiarata alle autorità doganali, il costo finale sarà comunque pagato dal consumatore.
L'attuazione di queste nuove norme fa seguito a riforme più ampie attuate dall'UE per gestire le pressioni causate dall'aumento dei flussi commerciali, dalla frammentazione dei sistemi nazionali, dalla rapida crescita del commercio elettronico e dal mutamento delle condizioni geopolitiche.
Oltre al dazio doganale, entro novembre dovrebbe essere introdotta una nuova tassa di gestione per i pacchi. Sebbene l'importo esatto di questa tassa rimanga sconosciuto, si prevede che i consumatori dovranno nuovamente sostenere l'onere di questa spesa aggiuntiva. Come ha osservato Buljan, "Non conosciamo ancora l'entità di questa tassa, ma è chiaro che ricadrà nuovamente sul destinatario".
Per mitigare l'impatto di queste nuove tariffe, le grandi piattaforme Internet stanno valutando la possibilità di trasferire parti delle loro operazioni in magazzini all'interno dell'UE. In tal modo, potrebbero potenzialmente evitare alcune delle nuove tariffe fisse. Tuttavia, secondo Buljan, questa strategia non impedirebbe necessariamente l'applicazione dei dazi doganali, poiché le tariffe si applicano alle merci vendute prima di raggiungere il territorio dell'UE. La Croazia attualmente non dispone di tali magazzini e la sorveglianza rientrerebbe nella giurisdizione degli Stati membri in cui si trovano questi magazzini. Nonostante queste considerazioni, sembra che il costo finale di queste nuove misure sarà comunque a carico dei consumatori.
Nel corso dell'evoluzione della situazione, resta da vedere quanto efficacemente queste nuove politiche doganali saranno attuate e se raggiungeranno gli obiettivi prefissati di razionalizzazione degli scambi transfrontalieri all'interno dell'UE.
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HRT (Hrvatska radiotelevizija)Statale / pubblicoCentroFattualità 85Obiettività 75l’altro ieri Buljan: Novi nameti poskupjet će online kupnju, trošak će snositi potrošačiL'articolo discute i nuovi dazi doganali fissi sui pacchi provenienti da fuori dell'Unione europea, che sono destinati a essere sostenuti da piattaforme e venditori, ma si prevede che alla fine siano trasferiti ai consumatori. Melita Buljan, consulente dell'Amministrazione doganale, spiega che questi dazi saranno probabilmente inclusi nei prezzi dei prodotti.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta informazioni basate su dichiarazioni ufficiali e non assume una chiara posizione ideologica, ma fornisce spiegazioni di fatto riguardanti le nuove normative doganali e il loro potenziale impatto sui consumatori e sulle imprese, senza favorire apertamente alcun particolare gruppo politico o ideologia.
Perché questi punteggi (Fattualità 85 · Obiettività 75): The article accurately reports on new customs duties and their potential impact on consumers, citing expert statements from Melita Buljan. It provides details on how the fees will be applied and mentions upcoming changes by November. The objectivity is somewhat compromised by the promotional tone su
Večernji listIndipendenteCentrol’altro ieri Počela je naplata carine za male pakete, ali to nije sve: 'Do kraja godine plaćat ćete i ovo'The article discusses new customs duties introduced by the EU for small-value packages sent from outside the Union, which will increase costs for consumers. The reform aims to address challenges like rising trade volumes, fragmented national systems, and growth in e-commerce. Melita Buljan, an advisor at the Customs Authority, explains that fixed customs duties will be collected either at purchase via the IOSS procedure or upon delivery by postal/courier operators. This change eliminates the previous exemption for packages under €150, meaning customers will now pay both customs duty and VAT on such items. Platforms like Shein have already adapted by opening warehouses in Poland to avoid new charges. While regulations formally require platforms and sellers to bear the cost, practical experience suggests consumers will ultimately foot the bill. New fees for handling parcels are also planned, though their amount remains unknown.
Lettura del bias (Centro): The article presents information about EU customs reforms and their impact on consumers without overtly favoring any political side. It includes quotes from an official source (Melita Buljan) and provides balanced context about the implications for consumers and businesses. There is no clear slant,
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