Everlee Wihongi, una cittadina neozelandese di 37 anni che vive negli Stati Uniti, ha sopportato quasi tre mesi di detenzione da parte dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE) degli Stati Uniti prima di essere rilasciata all'inizio di questo mese.
Wihongi ha descritto la sua esperienza come "orribile", sottolineando la mancanza di chiarezza sulle ragioni della sua detenzione. Ha dichiarato che non è mai stata formalmente informata di accuse specifiche contro di lei né ha fornito alcuna documentazione ufficiale che spiegasse il motivo per cui era detenuta. Invece, le è stato detto che aveva violato la legge sull'immigrazione degli Stati Uniti, anche se la natura esatta della violazione è rimasta poco chiara. Questa incertezza ha aggiunto al peso psicologico della sua detenzione.
Dopo il suo rilascio, Wihongi ha espresso gratitudine verso la sua famiglia, gli amici e il team legale per il loro sostegno incrollabile durante il calvario. In un post su Facebook, ha riconosciuto i sacrifici fatti da coloro che la circondano, ringraziando in particolare il suo avvocato, Marc Christopher, e il giornalista neozelandese David Farrier per i loro sforzi nel garantire il suo rilascio.
Wihongi ha chiarito che il suo status di Green Card non era scaduto o scaduto, e che in precedenza aveva viaggiato a livello internazionale senza incontrare problemi simili.
Sua cognata, Courtney Wihongi, ha parlato del costo emotivo dell'esperienza, osservando che Everlee ha richiesto una significativa guarigione dopo aver sopportato dure condizioni in strutture di detenzione dove a volte era ospitata con fino a 60 persone in una singola stanza.
La madre di Everlee, Betty Wihongi, ha espresso delusione per la risposta del governo neozelandese alla situazione. Ha criticato la disinformazione diffusa dal vice primo ministro Winston Peters, sostenendo che aveva avuto un impatto negativo sul loro caso. Tuttavia, ha notato che il consolato della Nuova Zelanda alla fine ha fornito assistenza dopo circa tre settimane di detenzione, che si è rivelato utile. Nonostante ciò, la famiglia ha ritenuto che la reazione iniziale del governo sia stata inferiore alle aspettative.
La famiglia Wihongi ha speso notevoli sforzi per monitorare la situazione di Everlee e navigare nelle complessità del sistema giudiziario statunitense.
Mentre Everlee inizia a riprendersi dalla sua esperienza traumatica, l'attenzione si sposta ora verso la comprensione delle implicazioni più ampie del suo caso. Gli esperti legali e i difensori dei diritti degli immigrati possono esaminare le circostanze che circondano la sua detenzione, cercando di determinare se i problemi sistemici hanno contribuito alla sua prolungata incarcerazione.
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