La coppia britannica Craig e Lindsay Foreman, che è stata imprigionata nel carcere di Evin in Iran dal gennaio 2025 per accuse di spionaggio, ha concluso uno sciopero della fame di tre mesi. Il loro figlio, Joe Bennett, ha descritto la decisione come un "grido di aiuto", sottolineando il costo emotivo e fisico che la protesta ha preso sulla coppia. La coppia, entrambi di 53 anni, ha iniziato lo sciopero della fame nel maggio 2026, a seguito di rapporti secondo cui le autorità carcerarie avevano limitato la loro capacità di comunicare con le loro famiglie. Lo sciopero è durato 93 giorni per Craig e 84 giorni per Lindsay, con quest'ultimo che ha richiesto assistenza medica a causa di livelli pericolosamente bassi di zucchero nel sangue.
La coppia è stata inizialmente condannata a 10 anni di carcere nel febbraio 2025, anche se la pena di Craig è stata successivamente estesa di due anni dopo aver parlato con i media. Entrambi gli individui hanno costantemente negato le accuse di spionaggio, affermando che stavano semplicemente viaggiando attraverso il paese.
Durante il loro sciopero della fame, la coppia ha consumato solo latte e piccole quantità di miele o sale in acqua, evidenziando la natura estrema della loro protesta. Il loro figlio, Joe Bennett, ha rivelato che la fase finale dello sciopero ha coinvolto cinque persone, sia in Iran che nel Regno Unito, che si sono unite allo sforzo di creare un movimento più ampio incentrato su valori universali come verità, giustizia e unità.
Nonostante questi pericoli, la coppia ha continuato la sua protesta, ritenendo che fosse essenziale attirare l'attenzione sulla loro situazione e sfidare il trattamento ricevuto in custodia. Il portavoce della famiglia ha dichiarato che la decisione di porre fine allo sciopero è arrivata dopo i negoziati con i funzionari della prigione per consentire la comunicazione diretta con i loro cari. Tuttavia, il contatto è rimasto limitato, con la famiglia che ha riferito di non essere stata in grado di parlare con la coppia per quasi tre mesi. Oltre a porre fine allo sciopero della fame, la famiglia della coppia ha preso provvedimenti per cercare sostegno internazionale.
Recentemente hanno incontrato Alistair Burt, il primo inviato del Regno Unito per i casi consolari complessi, e Stephen Doughty, il nuovo ministro per il Medio Oriente. Questi incontri sono stati descritti come "positivi e costruttivi", anche se la famiglia ha sottolineato che sono necessarie ulteriori azioni per garantire il rilascio dei loro genitori.
Il caso dei Foreman ha attirato l'attenzione di molti, con notizie provenienti da molteplici notiziari che descrivono in dettaglio il calvario della coppia e gli sforzi continui della loro famiglia per assicurare la loro libertà. Mentre lo sciopero della fame è ufficialmente terminato, la lotta per la giustizia e il trattamento umano continua. La famiglia della coppia rimane fiduciosa che l'aumento della pressione diplomatica e della consapevolezza pubblica porterà a una risoluzione che permetterà loro di tornare a casa in sicurezza.
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