Secondo un nuovo studio dell'Università Pompeu Fabra (UPF), l'allattamento al seno è sempre più rappresentato come il gold standard della maternità su Instagram. La ricerca rivela che il discorso online che circonda l'allattamento al seno spesso impone aspettative irrealistiche alle madri, favorendo sentimenti di colpa tra coloro che non possono o scelgono di non allattare al seno. Questa dinamica si è intensificata insieme all'ascesa di instamoms, influencer con un ampio seguito che modellano le percezioni della maternità attraverso i loro post. club e @lactapp_lactancia. Questi influencer si posizionano come autorità sulla genitorialità e l'allattamento al seno, offrendo e supportando il loro pubblico.
Tuttavia, i ricercatori hanno scoperto che i loro ruoli sono caratterizzati da contraddizioni intrinseche. Promuovono la conoscenza di esperti e contemporaneamente si impegnano nell'economia digitale, utilizzando le loro piattaforme per il personal branding o il guadagno finanziario. L'analisi ha rivelato diversi temi ricorrenti nei commenti. Una tendenza importante riguarda le espressioni di senso di colpa e sacrificio legati all'allattamento al seno. Molte donne hanno descritto di sentirsi frustrate quando non potevano allattare esclusivamente a causa degli impegni di lavoro, mentre altre hanno dettagliato il costo fisico di continuare a allattare nonostante queste sfide. Nonostante le difficoltà, molte hanno espresso soddisfazione per i benefici emotivi dell'allattamento al seno.
Alcuni commentatori hanno menzionato di dover affrontare il giudizio di professionisti sanitari o familiari sulle decisioni di interrompere l'allattamento al seno esclusivo. Altri hanno notato che i pediatri avevano messo in discussione le loro scelte, rafforzando la nozione che l'allattamento al seno è la misura ultima della competenza materna. Lo studio ha anche evidenziato la mancanza di rappresentazione di diverse strutture familiari e background socioeconomici nel discorso. La maggior parte dei commenti sono stati inquadrati in un modello eteronormativo, ignorando le realtà delle famiglie monoparentali, dei genitori non binari o delle madri provenienti da contesti culturali ed economici diversi.
Questa prospettiva ristretta limita la comprensione della maternità al di là della narrativa convenzionale. Inoltre, la ricerca ha identificato la solitudine materna come una preoccupazione crescente. Molti commentatori hanno sottolineato l'isolamento che hanno sentito durante la genitorialità, in particolare in relazione al limitato coinvolgimento dei padri. Questo sentimento sottolinea le più ampie questioni sociali riguardanti i ruoli di genere e la responsabilità genitoriale condivisa. I risultati si allineano con il concetto di "guerre della mamma", che si riferisce ai conflitti ideologici tra visioni idealizzate e pratiche della maternità. Instagram è diventato un campo di battaglia per questi dibattiti, dove le comunità di supporto coesistono con spazi di controllo pubblico.
L'algoritmo della piattaforma amplifica ulteriormente tali contenuti, dando priorità ai post che generano coinvolgimento, spesso rafforzando la pressione per conformarsi a norme specifiche. I ricercatori del Dipartimento Comunicazione dell'UPF, Mittzy Arciniega-Cáceres e Sílvia Escobar, hanno notato che l'influenza degli instamoms va oltre la semplice condivisione di informazioni. I loro post spesso mischiano esperienza personale con esperienza professionale, creando uno spazio ibrido in cui i consigli sono sia potenti che potenzialmente oppressivi. Questa dualità modella il modo in cui le madri percepiscono le proprie capacità e scelte.
Lo studio ha anche sottolineato che l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l'allattamento al seno esclusivo per i primi sei mesi, tuttavia le politiche di congedo materno in paesi come la Spagna offrono solo 19 settimane. Questa discrepanza contribuisce alla sfida di mantenere l'allattamento al seno, specialmente per le madri che lavorano. Barriere strutturali come le richieste di occupazione e l'inadeguato supporto sul posto di lavoro svolgono un ruolo fondamentale nel plasmare le realtà della maternità.
I risultati suggeriscono che mentre Instagram può servire come una risorsa preziosa per il supporto e l'educazione, perpetua anche stereotipi e pressioni dannose.
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Phys.orgIndipendenteCentroFattualità 85Obiettività 75ieri L'allattamento al seno piuttosto che al biberon è visto come l'ideale di una buona madre nei commenti di InstagramUno studio condotto dall'Università Pompeu Fabra (UPF) esamina come i commenti di Instagram definiscano l'allattamento al seno come lo standard ideale di maternità, portando a sentimenti di colpa tra le donne che non possono o scelgono di non allattare al seno. La ricerca evidenzia la tensione tra i ritratti idealizzati della maternità e le realtà affrontate da molte donne, influenzate da barriere sociali ed economiche strutturali come il congedo di maternità limitato. Lo studio identifica le "guerre della mamma" come conflitti online in cui le madri che si discostano dalle norme tradizionali affrontano le critiche, trovando anche spazi per il sostegno reciproco. La ricerca ha analizzato 592 commenti da 15 post di influenti mamme, rivelando contraddizioni nei loro ruoli sia come consulenti esperti che come partecipanti all'economia digitale.
Lettura del bias (Centro): Mentre lo studio discute delle pressioni sociali e dei ruoli di genere, che sono argomenti politicamente carichi, l'articolo presenta i risultati senza un'ovvia inclinazione ideologica.
Perché fattualità (85): The article accurately reflects the findings of the primary source study, including the focus on Instagram discourse around breastfeeding and the concept of 'instamoms.' It mentions the discrepancy between WHO recommendations and Spain’s maternal leave policy, aligning with the study’s discussion of
Perché obiettività (75): The article presents a balanced view of the issue, discussing both supportive and critical aspects of Instagram comments. However, it leans slightly toward highlighting the negative consequences of these discourses, particularly the pressure on mothers and the influence of Instagram algorithms, whic
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