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Un cuoco di Ljubljana avrebbe messo delle bombe in Iraq.
Slovenia🏛️ PoliticaCentro5 h fa

Un cuoco di Ljubljana avrebbe messo delle bombe in Iraq.

Un cuoco sloveno di nome Rašid Aziz è sotto processo a Lubiana per presunto terrorismo legato allo Stato islamico (ISIS). Se condannato, rischia fino a otto anni di carcere. L'accusa sostiene che faceva parte della divisione Dat Al Savari dell'ISIS tra aprile 2016 e dicembre 2016, lavorando nella provincia di Salah ad Din in Iraq, dove si sarebbe addestrato alla sorveglianza e ai dispositivi esplosivi improvvisati. Le prove contro di lui includono le impronte digitali trovate su un dispositivo esplosivo inesploso, raccolto dall'FBI, che ritengono risalgano al 2005-2008. Aziz nega tutte le accuse, affermando che le prove sono falsificate e che non è mai stato coinvolto in attività militari. Si descrive come un cuoco e barbiere che ha studiato economia ma è rimasto a casa nella fattoria della sua famiglia.

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Un cuoco di Ljubljana avrebbe messo delle bombe in Iraq.

Un cuoco sloveno di nome Rašid Aziz è sotto processo a Lubiana per presunto terrorismo legato allo Stato islamico (ISIS). Se condannato, rischia fino a otto anni di carcere. L'accusa sostiene che faceva parte della divisione Dat Al Savari dell'ISIS tra aprile 2016 e dicembre 2016, lavorando nella provincia di Salah ad Din in Iraq, dove si sarebbe addestrato alla sorveglianza e ai dispositivi esplosivi improvvisati. Le prove contro di lui includono le impronte digitali trovate su un dispositivo esplosivo inesploso, raccolto dall'FBI, che ritengono risalgano al 2005-2008. Aziz nega tutte le accuse, affermando che le prove sono falsificate e che non è mai stato coinvolto in attività militari. Si descrive come un cuoco e barbiere che ha studiato economia ma è rimasto a casa nella fattoria della sua famiglia.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta sia le accuse dell'accusa che la difesa dell'imputato senza apertamente favorire nessuna delle due parti, e include citazioni dirette dell'imputato e riferimenti ad agenti dell'FBI come testimoni, fornendo un resoconto equilibrato dei procedimenti legali e delle prove presentate.

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