Il tribunale di Bloemfontein ha confermato una precedente decisione della Corte per l'uguaglianza che ha ritenuto Tsoleli responsabile della diffusione di contenuti offensivi, nonostante la sua affermazione che aveva semplicemente inoltrato messaggi scritti da altri. La corte ha sottolineato che la condivisione di discorsi d'odio online ha lo stesso peso legale della pubblicazione diretta. Tsoleli, membro dell'ANC, ha sostenuto che le sue azioni erano protette dalla libertà di espressione e derivano dal fazionalismo politico all'interno del partito. Il caso evidenzia le implicazioni legali della distribuzione di contenuti razziali sulle piattaforme sociali.
Lettura del bias (Centro): L'argomento riguarda personaggi politici e discriminazione razziale, ma l'articolo presenta il ragionamento giuridico e le conclusioni giudiziarie senza un'ovvia inclinazione ideologica.





