Il segretario del Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha avvertito che i movimenti disordinati dello yen giapponese potrebbero portare a "sblocchi forzati" delle posizioni finanziarie, potenzialmente destabilizzando i mercati globali e aumentando i costi di prestito per le famiglie e le imprese statunitensi. Questa dichiarazione arriva in risposta alle richieste della senatrice Elizabeth Warren per chiarimenti su un recente intervento monetario congiunto da parte degli Stati Uniti e del Giappone. L'intervento si è verificato il 31 luglio, con l'obiettivo di impedire che una svendita dello yen e dei titoli di stato giapponesi influenzassero i mercati globali. Anche se lo yen era rimbalzato da un minimo di 40 anni vicino a 164 per dollaro, da allora si è indebolito di nuovo verso 160, suscitando preoccupazioni per ulteriori interventi. Bessent ha spiegato che il Tesoro degli Stati Uniti ha utilizzato il Fondo di stabilizzazione dello scambio (ESF), una riserva di emergenza, per stabilizzare lo yen, parallelamente alle precedenti azioni intraprese in Argentina per prevenire le crisi finanziarie regionali.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta una visione equilibrata della situazione, citando sia il Segretario del Tesoro degli Stati Uniti che il contesto dell'intervento congiunto con il Giappone.


