Bernie Sanders, senatore indipendente degli Stati Uniti, ha recentemente presentato una proposta legislativa che mira a creare un fondo sovrano destinato a catturare parte del capitale delle grandi imprese di intelligenza artificiale (IA). Un'iniziativa mira a limitare il potere economico di queste corporazioni richiedendo loro di contribuire con il 50% del loro capitale, mediante un "imposto unico" pagato in azioni, non in denaro.
Secondo una proposta, le azioni incassate sarebbero depositate in un fondo gestito dal governo federale, stimato in circa 7 trilioni di dollari. Questo fondo sarebbe gestito in modo da garantire un rendimento annuale del 5%, che, secondo le stime, permetterebbe di pagare più di 1.000 dollari all'anno a ogni cittadino nordamericano. L'obiettivo è ridistribuire la ricchezza generata dall'industria dell'IA, che è cresciuta rapidamente, ma il cui impatto sociale ed economico è ancora incerto.
Sanders ha giustificato la sua proposta affermando che non si può continuare ad assistere passivamente mentre un gruppo limitato di oligarchi tecnologici decide il futuro di questa rivoluzionaria tecnologia, senza alcuna partecipazione democratica. Ha sottolineato l'importanza di garantire che i benefici dell'IA siano condivisi equamente tra la popolazione, specialmente di fronte alle preoccupazioni sull'automazione e i suoi effetti sull'occupazione.
Sebbene la proposta abbia poche possibilità di essere approvata dal Congresso, ha ottenuto un'attenzione particolare nel dibattito pubblico sulla distribuzione della ricchezza generata dall'economia dell'IA. Un'idea è stata anche menzionata in precedenza da Donald Trump, che ha suggerito che il governo comprasse azioni di queste aziende come forma di "partenariato con il popolo americano".
Internamente, una Casa Bianca sembra divisa su come affrontare gli investimenti in aziende tecnologiche. Da un lato, il segretario del Tesoro, Scott Bessent, difende l'uso delle azioni per finanziare programmi sociali, come i conti per i bambini nordamericani. Dall'altro, il segretario del Commercio, Howard Lutnick, favorisce la creazione di un fondo sovrano simile a quello proposto da Sanders.
Inoltre, importanti figure del settore privato hanno espresso opinioni diverse sull'argomento. Sam Altman, direttore di OpenAI, responsabile di ChatGPT, è stato coinvolto in negoziati con l'amministrazione Trump l'anno scorso, cercando supporto per investimenti pubblici in IA. Gia Dario Amodei, CEO di Anthropic, dona do Claude, ha dimostrato disponibilità a considerare aumenti fiscali, in caso di danni duraturi al mercato del lavoro.
Nonostante la rapida crescita delle loro entrate, entrambe le aziende guidate da Altman e Amodei continuano ad avere difficoltà a raggiungere la sostenibilità finanziaria.
La proposta di Sanders riflette una tendenza crescente di politici progressisti negli Stati Uniti, come Elizabeth Warren, che difende anche la riscossione di tasse sulle imprese di IA per proteggere i lavoratori colpiti dall'automazione. Questa discussione sta guadagnando forza in un momento in cui l'IA sta diventando una forza dominante nell'economia globale, ma genera ancora incertezze sui suoi effetti sociali ed economici. Una comunità politica e aziendale continua a discutere su come bilanciare la crescita tecnologica con la protezione degli interessi collettivi.
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