La Corte suprema federale della Svizzera ha emesso una sentenza contro alcune parti della legge sulla polizia di Berna rivista, bloccando effettivamente alcune pratiche utilizzate dalla polizia cantonale. La corte ha parzialmente accolto una denuncia presentata da diversi partiti di sinistra, organizzazioni per i diritti umani e dall'associazione degli avvocati democratici di Berna. Di conseguenza, la polizia di Berna deve smettere di utilizzare telecamere del corpo e non può condurre controlli automatizzati dei veicoli fino a quando i dati delle targhe non corrispondenti non possono essere cancellati in modo sicuro. La sentenza è stata annunciata a seguito di deliberazioni tenute a Losanna.
Secondo la corte, la memorizzazione di dati da voci non corrispondenti fino a 60 giorni viola le protezioni costituzionali. Pertanto, il cantone deve rimuovere questa disposizione dalla sua legge prima che la pratica possa continuare. Fino ad allora, alla polizia è vietato l'uso di controlli automatizzati dei veicoli. Inoltre, la registrazione di immagini degli occupanti dei veicoli è ora vietata. In secondo luogo, l'uso di telecamere indossate dal corpo da parte degli agenti di polizia ha scatenato polemiche.
La Corte ha riconosciuto il principio generale di supporto alle telecamere del corpo, ma ha sottolineato che il loro scopo primario, sostenere le indagini penali, è una responsabilità federale, non cantonale. Ciò significa che se la legge avesse dichiarato che le telecamere del corpo erano principalmente per scopi preventivi, potrebbero ancora essere utilizzate. Tuttavia, secondo la formulazione attuale, il loro uso è limitato. In terzo luogo, il regolamento proposto che consente la videosorveglianza in "hotspot" designati anche contro i desideri dei comuni locali è stato un altro punto di contesa. La Corte non ha sostenuto la contestazione di questa disposizione, affermando che i denuncianti non erano direttamente interessati.
Se le città locali come Berna o Biella fossero state colpite, avrebbero dovuto presentare da sole la denuncia. La decisione segna un passo significativo nella protezione dei diritti fondamentali, secondo Selma Kuratle degli Avvocati Democratici di Berna (DJB). Ha espresso soddisfazione per la sentenza, sottolineando che la corte aveva chiaramente tracciato un confine contro l'arbitraria conservazione dei dati di movimento. Questo, ha sostenuto, rappresenta una vittoria importante per le libertà civili. La sentenza è considerata cruciale non solo per la sicurezza a Berna ma in tutta la Svizzera. In risposta, il Dipartimento della sicurezza del Cantone di Berna ha dichiarato che avrebbe preso in considerazione la decisione della corte.
Il tribunale ha confermato il diritto dei cantoni di utilizzare i controlli automatici dei veicoli. Nonostante le restrizioni imposte dalla sentenza, il dipartimento ha indicato che avrebbe lavorato rapidamente per risolvere le lacune legali individuate dalla corte. La sentenza evidenzia le tensioni in corso tra le misure di sicurezza pubblica e i diritti alla privacy individuale. Mentre il cantone sostiene che tali strumenti sono essenziali per una polizia efficace, i critici sostengono che pongono rischi per le libertà personali. Il caso sottolinea la necessità di quadri legali chiari che bilanciano le esigenze di sicurezza con le garanzie costituzionali.
La decisione della Corte suprema federale ha creato un precedente che potrebbe influenzare leggi simili in altri cantoni svizzeri. Gli esperti legali suggeriscono che la sentenza potrebbe indurre discussioni più ampie su come regolamentare le moderne tecnologie di polizia garantendo nel contempo la conformità con gli standard costituzionali. Il risultato riflette anche il ruolo della magistratura nel mediare tra gli interessi dello stato e i diritti individuali. Il cantone di Berna si trova di fronte al compito di rivedere la sua legge sulla polizia per allinearla con i requisiti della corte. Ciò include la rimozione della disposizione sui controlli automatizzati dei veicoli fino a quando non saranno in vigore meccanismi di eliminazione sicuri e chiarire gli usi consentiti delle telecamere corporee.
La sentenza ha scatenato ulteriori dibattiti tra i gruppi politici e la società civile in merito all'ambito appropriato dei poteri della polizia. Mentre alcuni accolgono con favore il rafforzamento della protezione della privacy, altri avvertono che regolamenti eccessivamente restrittivi potrebbero ostacolare le necessarie capacità investigative.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.
Diventa sostenitore