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Beatriz Bragoni: Dopo la Rivoluzione di maggio, c'è stata una guerra per monopolizzare la narrazione
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Beatriz Bragoni: Dopo la Rivoluzione di maggio, c'è stata una guerra per monopolizzare la narrazione

Beatriz Bragoni, storica e ricercatrice, discute i paralleli storici tra le strategie di disinformazione passate e presenti durante il periodo rivoluzionario argentino. Nel suo libro 'Conspiraciones', esamina come le fazioni rivali durante la Rivoluzione di Maggio, come quelle guidate da Juan Martín de Pueyrredón e Bernardo O'Higgins, si impegnarono in campagne di comunicazione segrete per minare l'autorità dei loro avversari. Questi sforzi, che includevano la diffusione di false informazioni attraverso i giornali, rispecchiano le moderne tattiche di 'fake news'. Bragoni evidenzia come queste prime forme di propaganda influenzarono i risultati politici e contribuirono all'eventuale crollo del governo delle Province Unite tra il 1819 e il 1820. Il suo lavoro si basa su documenti storici e periodici come 'El Censor' e 'La Gaceta de Buenos Aires' per ricostruire questa complessa narrazione del conflitto ideologico.

Beatriz Bragoni, storica e ricercatrice del CONICET, ha pubblicato un nuovo libro intitolato Conspiraciones, che esplora le battaglie nascoste per il controllo della narrazione dopo la Rivoluzione di maggio. L'opera rivela come le fazioni politiche dell'Argentina dell'inizio del XIX secolo si impegnarono in una lotta segreta per plasmare la percezione pubblica, usando la disinformazione e la propaganda come strumenti per minare i loro rivali. "Il libro ripercorre gli scontri ideologici tra il Direttorio di Juan Martín de Pueyrredón e i suoi critici durante gli anni turbolenti dopo la Rivoluzione di maggio.

Questi conflitti non erano limitati alle arene politiche, ma si estendevano anche al campo della comunicazione, dove gruppi in competizione cercavano di dominare il discorso pubblico attraverso la diffusione strategica delle informazioni. In questo contesto, i giornali, un tempo considerati potenti strumenti di influenza, divennero campi di battaglia per modellare le narrazioni. Bragoni evidenzia come queste pubblicazioni, spesso piene di affermazioni non verificate, abbiano giocato un ruolo cruciale nell'influenzare il sentimento pubblico e persino nell'alterare i risultati politici. Nella sua analisi, Bragoni sottolinea gli sforzi organizzati delle reti di opposizione con sede a Montevideo, che hanno diffuso testi progettati per screditare leader come Pueyrredón e Bernardo O'Higgins.

Conspiraciones si basa sulle opere precedenti di Bragoni, incentrate sulla vita di due figure storiche di spicco: José Miguel Carrera, rivoluzionario cileno attivo nel Río de la Plata, e San Martín, il celebre leader del movimento indipendentista.

Attraverso un ampio studio di periodici come El Censor, El Duende de Santiago, El Independiente del Sud e altri, Bragoni ricostruisce la complessa dinamica tra le fazioni pro-indipendenza, che spesso si sono rivoltate l'una contro l'altra in aspre dispute.

Questo processo, osserva, è parallelo alle discussioni contemporanee sulla diffusione di false informazioni, sottolineando la rilevanza duratura dei modelli storici nella comprensione dei moderni paesaggi mediatici.

Il crollo del governo delle Province Unite tra il 1819 e il 1820, suggerisce, non fu solo il risultato di pressioni esterne, ma anche di fratture interne esacerbate dalla guerra ideologica. Attraverso un meticoloso lavoro di archiviazione e un impegno critico con le fonti primarie, Bragoni fornisce un resoconto sfumato di come le narrazioni storiche sono costruite e contestate. Le sue scoperte sfidano le interpretazioni semplicistiche del passato, rivelando invece un paesaggio modellato da visioni concorrenti di nazionalità e legittimità.

Come lei osserva, i meccanismi di influenza rimangono notevolmente simili oggi, sottolineando l'importanza di comprendere i precedenti storici nella valutazione delle sfide attuali alla verità e alla trasparenza.

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Beatriz Bragoni: Dopo la Rivoluzione di maggio, c'è stata una guerra per monopolizzare la narrazione

Beatriz Bragoni, storica e ricercatrice, discute i paralleli storici tra le strategie di disinformazione passate e presenti durante il periodo rivoluzionario argentino. Nel suo libro 'Conspiraciones', esamina come le fazioni rivali durante la Rivoluzione di Maggio, come quelle guidate da Juan Martín de Pueyrredón e Bernardo O'Higgins, si impegnarono in campagne di comunicazione segrete per minare l'autorità dei loro avversari. Questi sforzi, che includevano la diffusione di false informazioni attraverso i giornali, rispecchiano le moderne tattiche di 'fake news'. Bragoni evidenzia come queste prime forme di propaganda influenzarono i risultati politici e contribuirono all'eventuale crollo del governo delle Province Unite tra il 1819 e il 1820. Il suo lavoro si basa su documenti storici e periodici come 'El Censor' e 'La Gaceta de Buenos Aires' per ricostruire questa complessa narrazione del conflitto ideologico.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra la lotta storica per il controllo della narrazione come precursore del discorso politico moderno, sottolineando il ruolo della disinformazione e della propaganda.

Perché fattualità (95): The article provides detailed information about Beatriz Bragoni’s book 'Conspiraciones' and its content regarding historical events during the May Revolution. It references her academic background, the themes of the book, and includes specific examples such as the use of newspapers and caricatures f

Perché obiettività (90): The article presents the information in a largely neutral manner, focusing on describing Bragoni’s work and its historical context. There is minimal editorializing, though some phrases like 'un espejo del presente' may imply a slight interpretive angle. Overall, the tone remains balanced.

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