Il 20 agosto, il ministro di Stato tedesco per la Cultura, Wolfram Weimer, ha lanciato il "Manifesto Bauhaus 2026", una vasta coalizione volta a riaffermare i valori fondamentali della storica scuola d'arte Bauhaus e a difenderli contro le minacce percepite. Il manifesto, pubblicato attraverso l'agenzia di stampa tedesca DPA, è stato firmato da numerose organizzazioni culturali e civili tra cui il Consiglio culturale tedesco, la Commissione tedesca per l'UNESCO, la Conferenza episcopale tedesca e l'Associazione dei musei tedeschi.
Il Bauhaus, originariamente fondato a Weimar nel 1919 dall'architetto Walter Gropius e da altri artisti, divenne una forza pionieristica nel design e nell'architettura moderna. Nel corso della sua esistenza, si trasferì a Dessau e infine a Berlino prima di essere chiuso forzatamente nel 1933 sotto la pressione nazista. Oggi, il Bauhaus e i suoi siti associati, Weimar, Dessau e Bernau, sono riconosciuti come siti del patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1996.
Il nuovo manifesto sottolinea che l'influenza duratura del Bauhaus risiede non solo nei suoi contributi estetici ma nel suo ethos: il coraggio di abbracciare idee audaci, il valore della libera espressione artistica e la convinzione che l'innovazione culturale rafforza le società democratiche. Secondo il manifesto, il Bauhaus rappresenta una sintesi di arte, artigianato, design e tecnologia, incarnando valori come la creatività, lo scambio e l'apertura a nuovi concetti. Questi principi, ha affermato Weimer, continuano a servire come ispirazioni vitali per la società contemporanea.
Il manifesto chiede anche il rafforzamento delle istituzioni del Bauhaus e il riconoscimento della loro libertà creativa e apertura sociale come modelli esemplari. Questa posizione sembra contrastare direttamente le critiche di alcune fazioni politiche, in particolare del partito Alternativa per la Germania (AfD). L'AfD, che ha etichettato il Bauhaus come una "aberrazione fuorviata della modernità", sostiene una "politica culturale patriottica" incentrata sulla promozione dell'arte che rafforza l'identità nazionale tedesca.
Il partito cerca di sostituire l'attuale slogan del governo regionale della Sassonia-Anhalt, #moderndenken (pensa moderno), con #deutschdenken (pensa tedesco), segnalando un cambiamento verso priorità culturali più nazionaliste. Mentre l'AfD non è apparso tra i firmatari del Manifesto Bauhaus, la sua opposizione ideologica è evidente. Il manifesto è inquadrato come risposta alla visione dell'AfD, sottolineando l'importanza di mantenere l'ethos inclusivo e lungimirante del Bauhaus. I firmatari sostengono che i principi del Bauhaus sono particolarmente cruciali in tempi di crescente polarizzazione politica e movimenti reazionari che cercano di minare il progresso e la diversità.
Il manifesto sottolinea il ruolo del Bauhaus come simbolo di resilienza culturale e intellettuale. Sottolinea come i fondatori della scuola, nonostante l'immensa avversità, abbiano creato uno spazio in cui i confini tra le discipline sono stati offuscati, favorendo l'innovazione e la trasformazione sociale. Attingendo a questi precedenti storici, il manifesto mira a ispirare gli sforzi attuali per proteggere ed espandere le libertà che il Bauhaus ha difeso.
Con le prossime elezioni in Sassonia-Anhalt il 6 settembre, il panorama politico che circonda l'eredità del Bauhaus è pronto a evolversi, potenzialmente influenzando discussioni più ampie sulla cultura, l'identità e la democrazia in Germania.
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