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Il barbiere chiede di sapere quanto costano 298 comunità turistiche.
Croatia🏛️ PoliticaProgressista6 h fa

Il barbiere chiede di sapere quanto costano 298 comunità turistiche.

Damir Barbir, membro del parlamento del partito del Centro, ha chiesto trasparenza per quanto riguarda i costi associati alle 298 organizzazioni turistiche croate. Ha sottolineato che il governo dovrebbe chiarire cosa fa il sistema per le piccole sistemazioni a conduzione familiare prima di etichettarle come un problema. Secondo un rapporto ufficiale dell'Ufficio croato del turismo (HTZ), le sistemazioni familiari rappresentano il 42% di tutti i soggiorni commerciali in Croazia. Tuttavia, attualmente non esiste una panoramica pubblica sui redditi, le spese, il numero di dipendenti, i costi salariali e i risultati misurabili di queste 298 organizzazioni turistiche. Barbir ha sottolineato che mentre l'HTZ ha riportato spese totali di 52,5 milioni di euro l'anno scorso, questa cifra non include i costi di tutte le organizzazioni turistiche regionali e locali. Inoltre, il numero di posti letto nelle case private è diminuito leggermente nel 2025, mentre l'occupazione alberghiera è aumentata. Barbir sostiene che questi dati contraddicono le affermazioni secondo cui i piccoli fornitori di sistemazioni sono la causa principale dei problemi finanziari del turismo croato e chiede una relazione dettagliata su tutte le 298 organizzazioni turistiche.

Damir Barbir, a member of parliament representing the Centar party, has called for the publication of financial data regarding 298 tourist associations operating in Croatia. In a statement released on Monday, he highlighted the lack of transparency surrounding these organizations, which he argues are essential to understanding the country’s tourism sector. Barbir emphasized that before the government labels small rental operators as a problem, it should first explain what support the system provides to them, given their obligation to co-finance certain initiatives. The call comes amid growing concerns about the sustainability of Croatia’s tourism industry. According to data from the Croatian Tourism Association (HTZ), domestic family-run accommodations account for 42 percent of all commercial overnight stays in the country. Despite this contribution, the public lacks access to detailed financial reports on the 298 tourist associations, including their income, expenses, number of employees, wage costs, and measurable outcomes. Barbir argued that such transparency is necessary to assess the real impact of these entities on the economy. In his statement, Barbir noted that the HTZ reported total expenditures of 52.5 million euros for the past year, with 41.6 million euros allocated to operational costs and 10.8 million euros to special funds. However, this figure does not represent the entire cost of all local and regional tourist associations. He pointed out that the number of beds in family-run homes decreased by 0.43 percent, while occupancy rates fell by 1.48 percent. Meanwhile, hotel occupancy rose by 2.15 percent, and camping sites saw a 2.37 percent increase in usage. These figures, according to Barbir, challenge the narrative that small rental operators are the primary cause of challenges facing Croatian tourism. He stressed that their capacity has not grown, their occupancy has declined, and they are now being further burdened by potential blame. If family-run accommodation generates 42 percent of commercial overnight stays, he argued, it deserves a concrete support plan rather than new penalties. Barbir requested the release of a unified financial report detailing the operations of all 298 tourist associations, including employee numbers, wage expenses, and results of major campaigns. He also demanded the cancellation of mandatory tourism membership fees for small family-run rentals, unless the system can demonstrate tangible value for the money paid. He concluded by stating that small rental operators must justify each bed, report every guest, and pay every obligation. Before imposing another bill on them, he insisted, the state must first provide a detailed account of the financial status of all 298 tourist associations. This demand reflects broader calls for greater accountability and transparency within Croatia's tourism sector.

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Il barbiere chiede di sapere quanto costano 298 comunità turistiche.

Damir Barbir, membro del parlamento del partito del Centro, ha chiesto trasparenza per quanto riguarda i costi associati alle 298 organizzazioni turistiche croate. Ha sottolineato che il governo dovrebbe chiarire cosa fa il sistema per le piccole sistemazioni a conduzione familiare prima di etichettarle come un problema. Secondo un rapporto ufficiale dell'Ufficio croato del turismo (HTZ), le sistemazioni familiari rappresentano il 42% di tutti i soggiorni commerciali in Croazia. Tuttavia, attualmente non esiste una panoramica pubblica sui redditi, le spese, il numero di dipendenti, i costi salariali e i risultati misurabili di queste 298 organizzazioni turistiche. Barbir ha sottolineato che mentre l'HTZ ha riportato spese totali di 52,5 milioni di euro l'anno scorso, questa cifra non include i costi di tutte le organizzazioni turistiche regionali e locali. Inoltre, il numero di posti letto nelle case private è diminuito leggermente nel 2025, mentre l'occupazione alberghiera è aumentata. Barbir sostiene che questi dati contraddicono le affermazioni secondo cui i piccoli fornitori di sistemazioni sono la causa principale dei problemi finanziari del turismo croato e chiede una relazione dettagliata su tutte le 298 organizzazioni turistiche.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra la questione dei piccoli alloggi a conduzione familiare etichettati come problematici dal governo, suggerendo che lo Stato dovrebbe giustificare i benefici del sistema prima di imporre oneri aggiuntivi.

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