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La battaglia per i ghiacci e i terreni:  Soprattutto vogliono farci tacere
IS🏛️ Politica11 gg fa

La battaglia per i ghiacci e i terreni: Soprattutto vogliono farci tacere

Moira Millán, un'attivista della comunità indigena Mapuche nel sud dell'Argentina, discute la sua lotta contro l'espansione del governo argentino in Patagonia. afferma che il governo vuole spostare il popolo Mapuche per consentire un maggiore sfruttamento delle risorse naturali come acqua, petrolio e gas nella regione. Millán critica l'attuale presidente Javier Milei per aver preso una posizione più dura contro i diritti indigeni rispetto ai leader precedenti, accusandolo di accelerare gli sforzi per aprire la terra per le aziende private.

Una disputa per la terra e i ghiacciai si è intensificata nel sud dell'Argentina, dove le comunità indigene stanno resistendo alle politiche governative volte ad espandere l'accesso alle risorse naturali. Moira Millán, un'attivista argentina affiliata al gruppo indigeno Mapuche, ha parlato di questo conflitto durante la sua recente visita in Islanda come oratore ospite in una conferenza universitaria.

Millán ha sottolineato che l'attuale presidente, Javier Milei, sta intraprendendo azioni più aggressive contro i diritti dei gruppi indigeni rispetto ai suoi predecessori. Secondo lei, Milei ha notevolmente aumentato il sostegno del governo alle aziende private che cercano di sfruttare la ricchezza naturale dell'area, che comprende riserve d'acqua, petrolio e gas. Questa espansione in aree precedentemente protette ha sollevato preoccupazioni tra ambientalisti e attivisti indigeni che temono danni irreversibili sia agli ecosistemi che al patrimonio culturale.

Nel 2010 sono state promulgate leggi per salvaguardare i ghiacciai e le risorse idriche in Argentina, in particolare nelle Ande dove si trovano circa 17.000 ghiacciai. Tuttavia, sotto l'amministrazione di Milei, queste protezioni vengono indebolite. Il governo mira a ridurre le restrizioni legali sull'accesso a queste aree, aumentando così le opportunità per le imprese private di operare all'interno di esse.

Millán ha raccontato che il governo ha tentato di minare i suoi sforzi attraverso vari mezzi nel corso degli anni. Una di queste tattiche consiste nel ritrarla come un criminale, nonostante la sua affermazione che non ha mai usato la violenza nella sua lotta di 18 anni contro lo stato argentino. Ha menzionato di aver trascorso tre mesi in prigione diversi anni fa a causa del suo attivismo.

Durante il suo soggiorno in Islanda, Millán è stata accompagnata da Hólmfríður Garðarsdóttir, professore di spagnolo all'Università dell'Islanda, che ha discusso le implicazioni più ampie delle politiche di Milei nei confronti delle popolazioni indigene. Garðarsdóttir ha osservato che l'approccio di Milei va oltre le amministrazioni precedenti concedendo ampi permessi per l'uso e lo sfruttamento del territorio, ignorando la comprensione generale che tali aree dovrebbero rimanere intatte.

Mentre le tensioni continuano ad aumentare tra il governo argentino e le comunità indigene, il futuro rimane incerto. Attivisti come Millán affrontano sfide continue, tra cui minacce alla loro sicurezza e libertà. Nel frattempo, la comunità internazionale osserva da vicino, sperando in una risoluzione che rispetti sia la conservazione ambientale che i diritti dei popoli indigeni.

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RÚV Fréttir logoRÚV FréttirStatale / pubblicoSinistra11 gg fa
La battaglia per i ghiacci e i terreni: Soprattutto vogliono farci tacere

Moira Millán, un'attivista della comunità indigena Mapuche nel sud dell'Argentina, discute la sua lotta contro l'espansione del governo argentino in Patagonia. afferma che il governo vuole spostare il popolo Mapuche per consentire un maggiore sfruttamento delle risorse naturali come acqua, petrolio e gas nella regione. Millán critica l'attuale presidente Javier Milei per aver preso una posizione più dura contro i diritti indigeni rispetto ai leader precedenti, accusandolo di accelerare gli sforzi per aprire la terra per le aziende private.

Lettura del bias (Sinistra): L'articolo presenta la prospettiva di un'attivista indigena che critica le politiche e le azioni del governo nei confronti della sua comunità, evidenziando le preoccupazioni ambientali e le questioni dei diritti umani.

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