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L'Avvocato del Popolo in Serbia chiede indagini sui responsabili dei poster contro gli albanesi a Krushevc
XK🏛️ PoliticaTendenza progressista13 h fa

L'Avvocato del Popolo in Serbia chiede indagini sui responsabili dei poster contro gli albanesi a Krushevc

In Serbia, l'avvocato dell'Avvocato del Popolo, Zoran Pashaliq, ha chiesto indagini penali sui responsabili della pubblicazione di manifesti pieni di odio rivolti ai cittadini albanesi a Krushevac. I manifesti, che esortavano i cittadini a 'ricordare il Kosovo' ed evitare di acquistare dagli albanesi, sono stati esposti vicino a una proprietà di proprietà di un individuo albanese. Pashaliq ha sottolineato che tali azioni costituiscono espressioni di intolleranza e discriminazione, mettendo in pericolo la sicurezza pubblica e danneggiando la fiducia della comunità. Ha esortato le autorità a intraprendere un'azione decisiva contro tutte le forme di odio e discriminazione etnica. In precedenza, il partito di opposizione, la Lega dei cittadini liberi (PSG), aveva chiesto alla polizia e ai pubblici ministeri di identificare coloro che erano dietro la creazione e la distribuzione di questi manifesti, evidenziando il rischio specifico per i proprietari di proprietà albanesi. I messaggi del PSG affermavano che non si trattava di posizioni politiche ma di denuncia aperta di individui di etnia basata esclusivamente sulle loro politiche di reciprocità, e chiedeva la fine della persecuzione degli albanesi che vivono e lavorano in Serbia.

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Koha.net logoKoha.netIndipendenteCentro13 h fa
La città di Khrushchev condanna il poster di odio davanti alla fornace albanese

La città di Krushevac in Serbia ha condannato un poster esposto davanti alla panetteria di un proprietario albanese, che ha usato un linguaggio ritenuto infiammatorio e divisivo. Il poster presentava immagini e la frase 'Non dimenticare il Gazimestan. Non comprare dagli albanesi', usando il termine 'Albanesi' spesso usato dai serbi per denigrare gli albanesi. In risposta, la città ha sottolineato il suo rifiuto della discriminazione, dell'intolleranza e dell'incitamento all'odio, affermando che queste non erano le opinioni della città o dei suoi cittadini. Le autorità sono state esortate a indagare sull'incidente e identificare l'autore. Il capo del Movimento dei cittadini liberi in Serbia, Aleksandar Radovanovic, ha chiesto la condanna pubblica dell'atto, mentre Natasha Kandic, fondatrice della Fondazione umanitaria serba, ha incoraggiato gli studenti che protestavano contro il nazionalismo etnico a riunirsi presso la panetteria per mostrare solidarietà.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta la condanna formale della città del manifesto, cita molte figure locali che chiedono responsabilità e tolleranza e include il contesto delle recenti tensioni etniche.

Gazeta Express logoGazeta ExpressIndipendenteProgressistaieri
L'Avvocato del Popolo in Serbia chiede indagini sui responsabili dei poster contro gli albanesi a Krushevc

In Serbia, l'avvocato dell'Avvocato del Popolo, Zoran Pashaliq, ha chiesto indagini penali sui responsabili della pubblicazione di manifesti pieni di odio rivolti ai cittadini albanesi a Krushevac. I manifesti, che esortavano i cittadini a 'ricordare il Kosovo' ed evitare di acquistare dagli albanesi, sono stati esposti vicino a una proprietà di proprietà di un individuo albanese. Pashaliq ha sottolineato che tali azioni costituiscono espressioni di intolleranza e discriminazione, mettendo in pericolo la sicurezza pubblica e danneggiando la fiducia della comunità. Ha esortato le autorità a intraprendere un'azione decisiva contro tutte le forme di odio e discriminazione etnica. In precedenza, il partito di opposizione, la Lega dei cittadini liberi (PSG), aveva chiesto alla polizia e ai pubblici ministeri di identificare coloro che erano dietro la creazione e la distribuzione di questi manifesti, evidenziando il rischio specifico per i proprietari di proprietà albanesi. I messaggi del PSG affermavano che non si trattava di posizioni politiche ma di denuncia aperta di individui di etnia basata esclusivamente sulle loro politiche di reciprocità, e chiedeva la fine della persecuzione degli albanesi che vivono e lavorano in Serbia.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo definisce la questione come una chiara violazione dei principi democratici e dei diritti umani, sottolineando la necessità di una responsabilità legale e la protezione delle comunità minoritarie.

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