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“Sono come le mie vecchie zie che quando ero bimbo coprivano la tv con un telo perché si sentivano osservate. I social oggi ti rubano l’anima, mi fa orrore”: parla Vinicio Capossela
Italy🏛️ PoliticaTendenza progressista13/08/2026

“Sono come le mie vecchie zie che quando ero bimbo coprivano la tv con un telo perché si sentivano osservate. I social oggi ti rubano l’anima, mi fa orrore”: parla Vinicio Capossela

Vinicio Capossela, un cantautore italiano di 60 anni, esprime preoccupazioni riguardo all'uso dei social media, li descrive come una forma di 'sopravvivenza alla morte' e li confronta con la sensazione di essere osservati, simile a quando le sue zie coprivano la televisione con un corpo da bambino. Non utilizza i social media e teme che possano 'rubargli l'anima'. Inoltre, discute la sua carriera musicale, menzionando i 20 anni del suo album 'Ovunque proteggi' e i 30 del 'Ballo disco di San Vito', senza includere il suo singolo più ascoltato in streaming, 'Che cos'è l'amore'. La canzone è stata scritta in un contesto culturale latinoamericano e ha ispirato una scena nel film 'Tomini e una gamba'. Capossela ha anche opinioni critiche sul concetto 'anima gemella', sostenendo l'altra ambienta cercando di doppiare la metà del proprio porta a grandi errori.

L'Autorità Italiana per la Protezione dei Dati, nota come Garante Privacy, ha lanciato un avvertimento contro l'uso della tecnologia deepfake nei segmenti satirici di Striscia la Notizia, un popolare programma televisivo italiano, specificamente rivolto al contenuto che coinvolge Enrico Mentana, direttore di TG La7. L'autorità ha scoperto che la manipolazione dell'immagine e della voce di Mentana utilizzando l'intelligenza artificiale violava le normative sulla protezione dei dati. Secondo Garante Privacy, i video deepfake presentavano riprese alterate in cui Mentana era raffigurato dicendo cose che in realtà non diceva, con la sua immagine collocata in un ambiente virtuale simile al suo posto di lavoro.

Queste alterazioni sono state effettuate utilizzando sistemi di intelligenza artificiale, e le clip risultanti sono state presentate in un modo che avrebbe potuto indurre in errore gli spettatori a credere che fossero autentiche. L'autorità ha osservato che il realismo delle immagini, combinato con la mancanza di chiari indicatori che il contenuto fosse stato manipolato, rappresentava un rischio per la percezione pubblica. L'indagine è stata avviata in seguito a una denuncia dello stesso Mentana. Il Garante Privacy ha sottolineato che anche quando viene utilizzata per scopi satirici, la tecnologia deepfake deve aderire ai principi di legalità, correttezza e trasparenza stabiliti dalle leggi sulla privacy.

L'autorità ha confermato che l'uso di tali tecniche violava l'articolo 5 del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che delinea i principi di liceità, correttezza e trasparenza nel trattamento dei dati personali. Inoltre, la pratica violava l'articolo 25, che richiede che la protezione dei dati sia presa in considerazione fin dall'inizio della progettazione e dell'implementazione dei sistemi. Di conseguenza, il Garante Privacy ha emesso un avvertimento ufficiale a Rti Spa, la società dietro Striscia la Notizia, e ha vietato l'ulteriore utilizzo dei dati di Mentana nel modo precedentemente utilizzato.

La decisione sottolinea le crescenti preoccupazioni per le implicazioni etiche e legali della tecnologia deepfake, in particolare il suo potenziale di fuorviare e distorcere il discorso pubblico.

Il caso costituisce un precedente per il modo in cui gli organismi di regolamentazione stanno iniziando ad affrontare le sfide poste dagli strumenti digitali emergenti nel contesto del giornalismo e dell'intrattenimento.

Come è stato realizzato questo articolo. Notizie obiettive ha scritto questo articolo a partire da 2 articoli fonte, con una sintesi assistita dall'IA secondo la nostra metodologia. È un testo nostro, non la copia di una singola testata. Leggi la nostra metodologia.

Responsabile editoriale: Matej BašaHai notato un errore? Segnalalo

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Open logoOpenIndipendenteCentroFattualità 85Obiettività 9013/08/2026
Come funziona Sherlock, l’app che promette di trovare una persona a partire da una foto, e perché non è più disponibile

L'articolo discute l'ascesa e la successiva rimozione di un'app per iPhone chiamata Sherlock, che utilizza la tecnologia di riconoscimento facciale per identificare le persone in base alle foto caricate dagli utenti. L'app è diventata popolare dopo che i video virali hanno dimostrato la sua capacità di trovare nomi, profili sui social media e altre informazioni collegate al volto di una persona. Tuttavia, le preoccupazioni per la privacy e le leggi sulla protezione dei dati come il GDPR hanno portato alla sua rimozione. L'articolo evidenzia le questioni etiche sull'utilizzo dell'immagine di qualcuno senza consenso e osserva che sono emerse applicazioni simili a "clone", aumentando ulteriori rischi per la privacy.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta una discussione equilibrata delle capacità tecnologiche delle app di riconoscimento facciale, del loro potenziale uso improprio e delle risposte normative come la conformità al GDPR. Non favorisce alcun lato particolare, ma sottolinea le implicazioni etiche e legali della tecnologia.

Perché fattualità (85): The article accurately describes the functionality of the app 'Sherlock' and its removal from availability, citing viral videos and privacy concerns as reasons. It also mentions the use of facial recognition technology and the platforms involved. However, it does not provide specific dates or exact

Perché obiettività (90): The article maintains a neutral tone throughout, presenting both the technological capabilities and the ethical concerns surrounding the app. It avoids taking sides and provides a balanced view of the situation without using emotionally charged language.

Il Fatto Quotidiano logoIl Fatto QuotidianoIndipendenteProgressistaFattualità 85Obiettività 9010/08/2026
“Sono come le mie vecchie zie che quando ero bimbo coprivano la tv con un telo perché si sentivano osservate. I social oggi ti rubano l’anima, mi fa orrore”: parla Vinicio Capossela

Vinicio Capossela, un cantautore italiano di 60 anni, esprime preoccupazioni riguardo all'uso dei social media, li descrive come una forma di 'sopravvivenza alla morte' e li confronta con la sensazione di essere osservati, simile a quando le sue zie coprivano la televisione con un corpo da bambino. Non utilizza i social media e teme che possano 'rubargli l'anima'. Inoltre, discute la sua carriera musicale, menzionando i 20 anni del suo album 'Ovunque proteggi' e i 30 del 'Ballo disco di San Vito', senza includere il suo singolo più ascoltato in streaming, 'Che cos'è l'amore'. La canzone è stata scritta in un contesto culturale latinoamericano e ha ispirato una scena nel film 'Tomini e una gamba'. Capossela ha anche opinioni critiche sul concetto 'anima gemella', sostenendo l'altra ambienta cercando di doppiare la metà del proprio porta a grandi errori.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo presenta le opinioni di Vinicio Capossela su temi sociali e culturali legati all'uso dei social media, con un tono critico verso l'impatto negativo di queste piattaforme.

Perché fattualità (85): The article provides direct quotes from Vinicio Capossela regarding his views on social media and his artistic philosophy. These statements are consistent with the general consensus found in other sources covering similar topics. The details about his music career and specific songs align with known

Perché obiettività (90): The article maintains a largely neutral tone, presenting Capossela's views without overt bias. It uses descriptive language but avoids strong emotional or ideological framing. The comparison to his aunts is presented objectively, and there is no clear attempt to sway the reader toward any particular

Come l’ha coperta ogni schieramento

Lo stesso evento, raggruppato per l’orientamento politico delle testate che ne parlano.

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