Il nuovo decreto che regola i dispositivi di autovelox entra in vigore il 12 luglio, segnando un cambiamento significativo nel modo in cui le apparecchiature di misurazione della velocità sono regolamentate in Italia. Circa 850 dispositivi esistenti rischiano il potenziale arresto a meno che non soddisfino le norme tecniche aggiornate delineate nel decreto. La misura, pubblicata nella Gazzetta ufficiale, mira a semplificare il processo di omologazione e migliorare l'affidabilità dei sistemi di rilevamento della velocità utilizzati dalle forze dell'ordine.
Secondo le nuove norme, le unità autovelox attualmente attive, che ammontano a circa 3150 unità, sono considerate conformi alle normative precedenti. Tuttavia, i restanti 850 dispositivi devono essere sottoposti a un processo di omologazione formale, che richiede ai produttori di presentare documentazione aggiuntiva che si allinei ai nuovi criteri. Il decreto, annunciato all'inizio di questo mese dal ministro e vice premier Matteo Salvini, introduce parametri tecnici standardizzati per verificare l'accuratezza del dispositivo. Questi includono soglie di prestazioni minime che garantiscono un funzionamento coerente e affidabile in tutte le unità installate. Tra i cambiamenti chiave ci sono requisiti rigorosi per la precisione del dispositivo.
Il sistema deve rilevare i veicoli con un'accuratezza di almeno il 90%, mentre l'associazione della velocità del veicolo con la sua identificazione, la cattura delle immagini e il riconoscimento delle targhe deve raggiungere un'affidabilità di almeno il 95%. Inoltre, il margine di errore durante i controlli di calibrazione è stato fissato a non più di tre chilometri all'ora per velocità fino a 100 km / h e una deviazione del 3% oltre tale soglia. Queste specifiche mirano a ridurre le discrepanze e ad aumentare la fiducia nei dati raccolti dalle unità di autovelox. Il nuovo regolamento affronta le preoccupazioni di lunga data sollevate sia dai conducenti che dalle autorità giudiziarie.
Negli ultimi anni, numerose cause legali hanno contestato la legalità delle multe basate su dispositivi privi di una chiara certificazione ministeriale. I tribunali hanno sempre più distinto tra semplice approvazione tecnica e omologazione adeguata, portando a migliaia di casi contestati. Stabilendo standard tecnici uniformi, il governo spera di risolvere queste ambiguità legali e fornire linee guida più chiare per l'applicazione delle leggi sul traffico. L'Associazione delle vittime di incidenti stradali (Onlus) ha espresso sostegno alla riforma.
Il presidente Domenico Musicco ha dichiarato che il decreto pone fine a un periodo di confusione normativa e garantisce che le installazioni di autovelox servano al loro scopo previsto piuttosto che essere utilizzate esclusivamente per il guadagno finanziario.
Il periodo di transizione consente ai dispositivi interessati di soddisfare i nuovi standard o di essere dismessi. Mentre l'impatto immediato può comportare sfide amministrative, l'obiettivo a lungo termine è quello di creare un quadro più trasparente e giuridicamente valido per la gestione del controllo della velocità.
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