Nel sud Italia, quattro lavoratori agricoli migranti sono stati trovati morti all'interno di un furgone in fiamme vicino ad Amendolara il 2 giugno, secondo i rapporti della polizia. Le vittime, tutti uomini provenienti dall'Afghanistan e dal Pakistan di età compresa tra i 19 e i 29 anni, lavoravano in una fattoria di proprietà di Tenute Zuccarella, una società agroalimentare locale nota per le sue serre ad alta tecnologia che producono fragole, manghi e avocado. Il lavoratore sopravvissuto Taj Mohammad Alamyar ha detto agli investigatori che il suo datore di lavoro aveva versato benzina nel veicolo dopo una disputa per salari non pagati prima di dargli fuoco.
L'incidente ha scatenato indignazione per lo sfruttamento del lavoro migrante nell'agricoltura italiana, che è spesso collegato a reti criminali organizzate. Questi gruppi, chiamati localmente caporali, sono accusati di reclutare e sfruttare lavoratori stranieri con mezzi illegali, tra cui trattenere i salari e sottoporli a minacce fisiche. Secondo i filmati di sorveglianza recuperati da una stazione di servizio vicina, due uomini hanno circondato il furgone, uno premendo contro le sue porte mentre il fumo ha iniziato a salire dall'interno. Il video, della durata di pochi secondi, cattura il momento in cui è scoppiato l'incendio, anche se la sequenza esatta degli eventi che hanno portato alle morti rimane sotto inchiesta.
Il proprietario della fattoria, Rocco Zuccarella, ha negato il coinvolgimento diretto negli omicidi, affermando di aver contratto un'agenzia di terze parti per gestire l'assunzione di lavoratori stagionali. In interviste con i media locali, ha affermato che i pagamenti sono stati effettuati tramite bonifico bancario e che non aveva mai incontrato personalmente i migranti. Tuttavia, sopravvissuti e testimoni hanno contraddetto questo racconto, riferendo che hanno ricevuto solo 45 euro al giorno in contanti, molto al di sotto della tariffa ufficiale di 350 euro per cinque giorni di lavoro. Alamyar ha inoltre affermato che lui e i suoi colleghi non erano stati pagati dal 20 aprile, nonostante il lavoro di lunga durata, fino a sei ore e mezza al giorno, senza pause.
Nonostante queste accuse, Tenute Zuccarella continua a ricevere sostanziali sussidi dell'Unione Europea. Secondo i dati del registro di trasparenza dell'Italia, la società ha ricevuto oltre 200.000 euro nel 2024 e più di 680.000 euro nel 2025, per un totale di quasi 900.000 euro in due anni. L'azienda gestisce circa 300 ettari di terreno e genera circa 15 milioni di euro di entrate annue. Mentre il governo ha riconosciuto violazioni diffuse delle leggi sul lavoro nel settore, deve ancora intraprendere azioni decisive contro le società sospettate di complicità nelle violazioni dei diritti umani.
Il caso evidenzia un problema più ampio: il continuo flusso di sussidi agricoli dell'UE alle aziende agricole in cui i lavoratori migranti si trovano ad affrontare condizioni pericolose e abusi sistemici. Oltre 50 miliardi di euro sono assegnati annualmente attraverso la politica agricola comune, gran parte dei quali va ad operazioni su larga scala che dipendono fortemente da manodopera a basso costo e senza documenti. Le indagini su tali casi sono spesso lente e le protezioni legali per i lavoratori migranti rimangono deboli, lasciando molti vulnerabili allo sfruttamento e alla violenza. Le autorità stanno attualmente esaminando se il proprietario dell'azienda agricola o le parti associate erano a conoscenza delle pratiche di sfruttamento svolte dai subappaltatori.
Nel frattempo, il lavoratore sopravvissuto ha presentato una denuncia alla polizia, chiedendo giustizia per i suoi colleghi uccisi.
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