Due sospetti, Pellegrino D'Avino e Antonio Passariello, rimangono in custodia dopo essere stati identificati come potenziali autori dell'attacco al giornalista Sigfrido Ranucci. L'ufficiale giudiziario di Roma ha respinto la richiesta dei loro avvocati di trasferirli agli arresti domiciliari, citando preoccupazioni per la gravità del crimine. I pubblici ministeri avevano già espresso opposizione a questa misura. Durante un recente interrogatorio durato oltre nove ore, D'Avino e Passariello hanno fornito risposte dettagliate alle domande del procuratore Edoardo De Santis, affermando di aver avuto contatti solo con Gomes Tavares, un factotum attualmente in Africa che è sotto inchiesta come la mente dietro l'attacco.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta procedimenti giuridici di fatto senza una evidente inclinazione ideologica, e riporta la decisione giudiziaria di negare l'arresto domiciliare a due sospetti coinvolti in un caso di omicidio politicamente sensibile.

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