Il Ministero degli Interni spagnolo ha confermato che più di 48.300 immigrati sono tornati in Marocco da Ceuta dall'inizio di luglio 2026. La cifra, rilasciata dal Ministero degli Interni, evidenzia la portata della crisi migratoria che si sta svolgendo lungo il confine tra Spagna e Marocco. Questo numero include sia i ritorni volontari che quelli facilitati attraverso canali ufficiali, riflettendo la complessa dinamica dei movimenti transfrontalieri nella regione. La situazione è aumentata drasticamente nella scorsa settimana, con migliaia di migranti che tentano di attraversare Ceuta dal Marocco nuotando o camminando.
I rapporti indicano che centinaia di individui sono entrati nella città ogni giorno, spesso arrivati esausti e in cattive condizioni. Molti erano giovani del Marocco, anche se tra i passeggeri c'erano anche donne e bambini. Questi movimenti hanno esercitato un'immensa pressione sulle autorità locali, che lottano per gestire l'afflusso garantendo la sicurezza e l'ordine pubblico.
Alcuni migranti, dopo aver raggiunto la terraferma, sono stati portati in centri di accoglienza temporanei, che sono diventati sovraffollati e carenti di personale. Il Centro per la permanenza temporanea degli immigrati (CETI) a Ceuta, progettato per ospitare fino a 512 persone, avrebbe ospitato quasi 700 persone entro martedì, con un numero aggiuntivo in attesa fuori dai suoi cancelli. La crisi ha suscitato preoccupazione tra funzionari e residenti locali. Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha descritto la situazione come una "emergenza nazionale", sottolineando la portata senza precedenti dell'afflusso. Ha osservato che il numero giornaliero di arrivi equivale a quasi il 2% della popolazione di Ceuta, sottolineando la gravità della sfida.
Vivas ha chiesto un'azione coordinata a livello di governo, sottolineando la necessità di misure immediate e decisive per affrontare la crescente pressione sulle infrastrutture e le risorse di sicurezza. L'aumento dei passaggi è stato collegato a una recente sentenza della Corte Suprema, che ha condannato la pratica dei "ritorni caldi", la deportazione forzata dei migranti che arrivano via mare. Questa decisione ha effettivamente rimosso uno dei deterrenti precedentemente utilizzati dalle autorità per scoraggiare l'ingresso illegale. Di conseguenza, il flusso di migranti è aumentato drasticamente, con alcune stime che suggeriscono che oltre 20.000 individui hanno attraversato Ceuta in un solo giorno, secondo i sindacati di polizia citati da 20minutos.
Le autorità marocchine hanno negato le accuse di complicità nel facilitare questi attraversamenti. I rappresentanti diplomatici dell'ambasciata marocchina a Madrid hanno dichiarato che l'attuale ondata di arrivi non riflette uno sforzo deliberato delle autorità marocchine per incoraggiare l'immigrazione clandestina.
Secondo El Mundo, migliaia di marocchini stanno aspettando sulle spiagge del loro paese, preparandosi a nuotare verso Ceuta. Alcuni descrivono il viaggio come pericoloso, con acqua fredda e lunghe distanze che rendono il viaggio fisicamente estenuante. Altri, come Mohamed, un 23enne di Nador, raccontano come ha attraversato lo stretto nuotando senza giubbotti di salvataggio o dispositivi di galleggiamento, sopravvivendo solo grazie alla sua determinazione.
La sua esperienza riflette la realtà più ampia di coloro che rischiano tutto per raggiungere la Spagna. La situazione ha anche portato a un'aumento delle tensioni tra Spagna e Marocco. Mentre il governo spagnolo ha ribadito il suo impegno a lavorare con il suo vicino, alcuni analisti suggeriscono che la crisi potrebbe tesa ulteriormente le relazioni diplomatiche. Il governo marocchino è stato accusato di non aver controllato adeguatamente la sua costa, permettendo a un gran numero di migranti di accumularsi prima di tentare di attraversare.
Mentre la crisi continua, l'attenzione rimane focalizzata sul contenimento dell'afflusso e sulla fornitura di sostegno a coloro che sono arrivati. Le autorità locali stanno lottando per soddisfare la domanda di riparo, cibo e assistenza medica, mentre lo status legale dei migranti rimane incerto. Con il numero di arrivi che continua ad aumentare, la situazione a Ceuta sembra dirigersi verso un'altra grave crisi, che ricorda il massiccio afflusso nel maggio 2021, quando oltre 12.000 persone sono entrate illegalmente nella città in quattro giorni. Le prossime settimane determineranno probabilmente se le autorità possono attuare strategie efficaci per stabilizzare la situazione e prevenire ulteriori perdite di vite umane.
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