Gli astronomi hanno rilevato la prima prova plausibile di un'esoluna in orbita attorno a una nana bruna al di fuori del nostro sistema solare, secondo una ricerca condotta dall'European Southern Observatory (ESO). La scoperta è stata fatta utilizzando il Very Large Telescope (VLT) e coinvolge un sistema celeste diverso da tutto ciò che si trova all'interno del nostro sistema solare. L'oggetto, descritto come un satellite super strano, orbita attorno a una nana bruna con una massa approssimativamente equivalente a quella di Giove, che a sua volta circonda una stella chiamata CD-35 2722 27, una nana rossa con circa la metà della massa del Sole. Il sistema sfida le classificazioni astronomiche tradizionali, poiché gli oggetti coinvolti offuscano le linee tipicamente tracciate tra stelle, pianeti e lune.
A differenza dei confini ben definiti del nostro sistema solare, questo nuovo sistema sfida la classificazione convenzionale. Secondo Kevin Hoy, che ha guidato lo studio presso l'ESO, l'oggetto non orbita direttamente attorno a una stella, ma segue invece una nana bruna, simile a come le lune orbitano i pianeti nel nostro sistema. Tuttavia, le caratteristiche di questo oggetto hanno poca somiglianza con i piccoli corpi rocciosi che conosciamo dal cielo notturno della Terra o dai pianeti esterni. Alice Zurlo, un astrofisico coinvolto nella ricerca, ha definito il sistema "veramente unico" e ha descritto la scoperta come una svolta. Mentre sono stati proposti suggerimenti precedenti di exomoons, lune attorno ai pianeti in altri sistemi, erano sempre inconcludenti.
Questa volta, tuttavia, i ricercatori hanno utilizzato il metodo della velocità radiale, che rileva oscillazioni minuti nel movimento di corpi celesti più grandi causati da quelli più piccoli che li orbitano. Tipicamente applicata per trovare esopianeti, questa tecnica ha identificato il compagno della nana bruna in questo caso.
La potenziale rilevazione di questo massiccio exosatellite sembra segnare un punto di svolta, probabilmente a causa delle sue dimensioni insolitamente grandi. Precedenti previsioni suggerivano che i metodi attuali avrebbero rilevato solo oggetti molto diversi dalle lune del nostro sistema solare, e questo sembra essere in atto. Il sistema è costituito da tre componenti principali: la stella CD-35 2722, la nana bruna, e il nuovo exosatellite scoperto. La nana bruna, con una massa di oltre 30 volte quella di Giove, orbita la stella, mentre l'exosatellite, approssimativamente la massa di Giove, circonda la nana bruna. Questa disposizione crea una complessa danza gravitazionale che sfida la semplice classificazione.
Kevin Hoy ha sottolineato che la terminologia utilizzata per descrivere tali sistemi deve evolversi. Parole come "pianeta" e "luna", radicate nel nostro sistema solare, diventano inadeguate quando si descrivono fenomeni osservati altrove nell'universo. La scoperta solleva domande fondamentali su come gli astronomi definiscono e classificano i corpi celesti al di là delle categorie familiari. I risultati saranno pubblicati sulla rivista scientifica Nature, segnando un'altra pietra miliare nella ricerca di mondi extraterrestri. I ricercatori sperano che ulteriori osservazioni confermeranno l'esistenza di questo exosatellite e forniranno informazioni sulla formazione e l'evoluzione di tali insoliti sistemi.
Le implicazioni vanno oltre la semplice classificazione, sfidano i modelli esistenti di formazione planetaria e stellare, suggerendo che l'universo potrebbe ospitare una più ampia varietà di configurazioni celesti rispetto a quanto immaginato in precedenza. Il team prevede di condurre ulteriori studi per perfezionare le loro misurazioni ed esplorare se esistono altri sistemi simili.
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