Gianni Infantino, il presidente della FIFA, affronta una crescente pressione mentre gli alleati chiave all'interno dell'organizzazione iniziano a prendere le distanze dalla sua leadership. La controversia deriva dal suo piano abbandonato di introdurre investimenti privati nella Coppa del Mondo, una proposta che ha scatenato una violenta reazione e ha portato al ritiro del sostegno da parte di diversi importanti stakeholder. Con l'avvicinarsi della scadenza per la rielezione, la posizione di Infantino appare sempre più precaria. Il piano, inizialmente svelato martedì scorso, mirava a creare una nuova filiale commerciale nota come FIFA Forward Enterprise (FFE).
Il progetto è stato finanziato da un investimento privato di 2 miliardi di dollari, basato su una valutazione di 20 miliardi di dollari per l'entità, che avrebbe supervisionato i diritti commerciali per i principali tornei come la Coppa del Mondo e la Coppa del Mondo per Club. Tuttavia, l'iniziativa è diventata rapidamente un punto di contesa. Nel giro di pochi giorni, la proposta è stata accolta con una diffusa condanna, spingendo Infantino ad abbandonare lo sforzo. Le conseguenze lo hanno lasciato di fronte ad accuse di cattivo giudizio e opacità nel processo decisionale. La risposta della UEFA, l'organismo di governo del calcio europeo, è stata particolarmente acuta. L'organizzazione ha minacciato di boicottare tutte le competizioni FIFA, compresa l'imminente Coppa del Mondo, a meno che non venissero prese misure immediate per affrontare le preoccupazioni sull'accordo.
Il sostegno a Infantino è diminuito rapidamente. Diverse associazioni membri della UEFA, Galles, Finlandia, Svezia e Serbia, hanno annullato le loro lettere di sostegno, mentre si dice che anche l'Associazione calcistica inglese stia considerando di ritirare il proprio sostegno. Nonostante queste perdite, Infantino mantiene ancora alcuni fedeli, tra cui il Marocco, che ospiterà parte della Coppa del Mondo 2030 insieme al Kuwait e al Qatar.
In Qatar, Infantino possiede una residenza e il Libano gli ha recentemente concesso la cittadinanza onoraria, offrendo una misura di consolazione in mezzo al crescente dissenso. La situazione ha spinto speculazioni su un potenziale successore. Tra i nomi che circolano come possibili candidati c'è Victor Montagliani, attuale presidente della CONCACAF, l'organo di governo regionale per il Nord e Centro America e i Caraibi. Montagliani, noto per il suo approccio pragmatico alla governance, è emerso come un probabile contendente tra gli oppositori di Infantino. Tuttavia, la ricerca di un'alternativa unificata rimane incerta, poiché l'opposizione non ha un chiaro consenso su un singolo candidato.
Il processo per la selezione di un nuovo presidente della FIFA prevede un periodo di nomina che termina il 18 novembre. Se non si raggiunge un accordo, l'opposizione potrebbe tentare di innescare una riunione di emergenza del consiglio assicurandosi il sostegno di almeno 19 dei 37 membri del consiglio della FIFA. Tale mossa richiederebbe un raduno entro due settimane, potenzialmente forzando un voto prima delle elezioni ufficiali. Mentre l'opposizione detiene abbastanza voti per avviare questa procedura, il risultato rimane imprevedibile. Mentre il panorama politico all'interno della FIFA continua a cambiare, l'attenzione rimane sul fatto che possa emergere un sostituto sostenibile in tempo per sfidare la leadership di Infantino.
Le prossime settimane determineranno se l'organizzazione riuscirà a superare questa crisi e a trovare un leader capace di ripristinare la stabilità e la credibilità dell'organo di governo dello sport.
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