Angel Reese, la star della WNBA per gli Atlanta Dream, sembrava contraddire se stessa durante una recente conferenza stampa, affermando di non avere bambole che le assomigliassero da piccola, nonostante avesse già riconosciuto di aver giocato con le bambole Barbie da bambina. La controversia è emersa dopo che Mattel ha rilasciato una bambola con la somiglianza di Reese, inclusa la sua iconica maglia n. 5 e le scarpe da ginnastica firmate, segnando una pietra miliare nella rappresentazione all'interno dell'industria dei giocattoli.
Questa collaborazione ha evidenziato l'influenza di Reese oltre la pallacanestro, estendendosi alla cultura pop e ai prodotti di consumo. Tuttavia, durante una conferenza stampa questa settimana, ha espresso un senso di ironia riguardo al rilascio, affermando che non era stata interessata alle bambole da bambina perché non riflettevano il suo aspetto.
"Questo è il motivo per cui volevo davvero assicurarmi che fosse super intenzionale, perché ora hanno una bambola che ti assomiglia, con le unghie e i capelli, ma anche tu puoi essere un assassino sul campo", ha aggiunto.
Nel 1998, Mattel aveva persino rilasciato delle bambole Barbie NBA afro-americane con licenza ufficiale che indossavano uniformi di squadra autentiche, confezionate con palle da basket, quattro anni prima della nascita di Reese. Questi dati storici suggeriscono che le bambole nere simili a veri atleti erano già disponibili quando Reese era bambina. Tuttavia, la sua dichiarazione che "ora hanno una bambola che ti assomiglia" potrebbe implicare che tali rappresentazioni erano assenti durante la sua giovinezza. Alcuni hanno interpretato le sue parole come una critica sottile della mancanza di diversità passata nella produzione di giocattoli, anche se non ha affrontato direttamente se le bambole nere esistevano quando era più giovane.
I commenti di Reese contrastavano con un post sui social media del 30 luglio, in cui ha apertamente riconosciuto il suo legame infantile con le bambole Barbie. Ha descritto l'esperienza di vedere i bambini reagire positivamente alla bambola come "il sogno", esprimendo eccitazione per le future interazioni con i fan che avrebbero ricevuto le Angel Barbie Dolls. Nonostante l'apparente contraddizione, le dichiarazioni di Reese sembrano derivare da un desiderio di evidenziare il significato dell'attuale rilascio piuttosto che soffermarsi sulle esperienze passate.
Quando la bambola sarà disponibile, il suo impatto sul pubblico giovane, specialmente su quelli che assomigliano a Reese, diventerà probabilmente un punto focale di discussione. Per ora, l'attenzione rimane sul risultato tangibile della collaborazione: una bambola che rispecchia un vero atleta, celebrando sia l'identità personale che il successo professionale.
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