Dopo un drammatico incidente che ha coinvolto una nave cargo vicino alle coste dell'Oman, l'Iran ha intensificato le sue rivendicazioni sull'autorità nello stretto strategico di Hormuz, posizionandosi come un attore centrale nel controllo marittimo. L'attacco, che si è verificato pochi giorni prima di un incontro diplomatico critico, ha riacceso le tensioni tra l'Iran e le potenze occidentali, in particolare gli Stati Uniti e gli stati arabi del Golfo. Le autorità iraniane hanno affermato pubblicamente il loro diritto di regolare la navigazione attraverso la via d'acqua stretta, una rivendicazione che sostengono sia supportata dal diritto internazionale e dal precedente storico.
L'incidente si è svolto giovedì quando una nave portacontainer gestita da Evergreen Marine di Taiwan, chiamata Ever Lovely, è stata colpita vicino alla costa dell'Oman. Secondo i rapporti, la nave stava seguendo un percorso raccomandato fornito dall'Organizzazione per il commercio marittimo del Regno Unito (UKMTO). Mentre la causa esatta del danno rimane incerta, due funzionari statunitensi hanno confermato che l'Iran è stato responsabile dell'attacco. Questa affermazione contrasta con le dichiarazioni dell'Autorità dello Stretto del Golfo Persico dell'Iran, che ha affermato che la nave aveva preso un percorso non autorizzato e quindi aveva la piena responsabilità dell'incidente.
L'accordo, raggiunto dopo mesi di negoziati, include disposizioni relative al libero flusso del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, gli Stati Uniti e i suoi alleati del Golfo hanno espresso preoccupazione per le richieste dell'Iran di pedaggi sulle navi in transito, sostenendo che tali misure minerebbero la stabilità regionale e gli interessi economici.
In risposta a queste preoccupazioni, il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha sottolineato che il passaggio sicuro attraverso lo stretto non può essere assicurato nelle condizioni attuali. Ha accusato gli Stati Uniti e gli Stati del Golfo di adottare una posizione "interventista, irresponsabile e provocatoria" respingendo le proposte dell'Iran. Gharibabadi ha anche sottolineato che lo stretto è un'arteria vitale per il commercio globale, con circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto del mondo che lo attraversa ogni anno. I suoi commenti sottolineano l'argomento più ampio dell'Iran che ha un ruolo legittimo nella gestione della sicurezza e degli affari economici della regione.
Nel frattempo, il Segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio, durante la sua visita nel Golfo, ha ribadito l'impegno di Washington a garantire l'accesso aperto allo stretto. Ha avvertito che qualsiasi tentativo dell'Iran di limitare il movimento marittimo costituirebbe una sfida significativa per gli interessi degli Stati Uniti. Questa posizione si allinea con una dichiarazione congiunta rilasciata dagli Stati Uniti e dal Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC), che ha chiesto una "navigazione libera, incondizionata e senza restrizioni" nello stretto. La dichiarazione ha anche sollecitato una risoluzione duratura del conflitto, sottolineando la necessità di affrontare le capacità missilistiche dell'Iran e il sostegno ai proxy regionali.
La posizione dell'Iran è ulteriormente complicata dalla sua storia di azioni militari nella regione. La guerra è iniziata nel febbraio 2024, a seguito di attacchi aerei USA-Israele contro obiettivi iraniani, che hanno interrotto le esportazioni di petrolio e scatenato disordini diffusi. Da allora, l'Iran ha cercato di ristabilire la sua influenza, utilizzando lo stretto sia come simbolo di sovranità che come strumento per esercitare pressione sui suoi vicini. Il recente attacco all'Ever Lovely sembra essere parte di questa strategia, rafforzando la narrazione dell'Iran di essere un guardiano necessario delle acque della regione.
Mentre la situazione continua ad evolversi, le implicazioni per i mercati energetici globali rimangono incerte. I prezzi del petrolio hanno registrato un leggero calo venerdì, anche se l'impatto è stato attenuato a causa dell'incertezza in corso che circonda l'accordo interinale. Saudi Aramco, la più grande compagnia petrolifera del mondo, ha ripreso le operazioni nel suo terminal di Ras Tanura, segnalando un tentativo di ritorno alla normalità. Tuttavia, il panorama geopolitico più ampio rimane volatile, con molteplici questioni irrisolte che vanno dalle ispezioni nucleari all'instabilità politica del Libano, complicando gli sforzi verso una pace a lungo termine.
Le tensioni sono elevate e la posta in gioco immensa, le prossime settimane probabilmente vedranno una maggiore attività diplomatica, mentre tutte le parti cercheranno di navigare nella complessa rete di interessi e responsabilità che circondano lo Stretto di Hormuz.
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