I ricercatori in Giappone hanno fatto una svolta nel campo della biologia sintetica sviluppando una nuova tecnica di fotofabbricazione che consente la creazione di idrogeli tubolari a scala di arteriole. Pubblicato su Advanced Materials, lo studio delinea un metodo che utilizza la luce ultravioletta (UV) per modellare strutture di idrogel complesse, potenzialmente portando la visione di organi completamente artificiali più vicini alla realtà. La tecnica si basa su un processo noto come assemblaggio anello per anello interfacciale guidato dal menisco.
Questa tensione superficiale forma un menisco, che curva il liquido in modo simile alla superficie dell'acqua in un bicchiere. Quando esposto alla luce UV, l'idrogel a questa interfaccia curva si solidifica in una struttura anulare. Ripetendo questo processo a intervalli specifici lungo il canale, i ricercatori sono stati in grado di costruire una serie di anelli interconnessi, formando infine una struttura idrogel tubolare cava. Queste strutture imitano le dimensioni e la curvatura delle arteriole naturali, che sono essenziali per fornire ossigeno e sostanze nutritive ai tessuti.
L'importanza di questo progresso sta nel suo potenziale per superare un ostacolo importante nello sviluppo di organi artificiali, costruendo una rete vascolare funzionale. Mentre le tecniche esistenti possono creare capillari più piccoli o arterie più grandi, la sfida è sempre stata quella di fabbricare arteriole, che fungono da collegamento cruciale tra questi due tipi di vasi.
Il processo consente la creazione di tubi di idrogel con dimensioni di lumen controllate con precisione e geometrie complesse, come disegni curvi e ramificati. Inoltre, più materiali possono essere integrati in una singola struttura, semplificando il processo di fabbricazione e riducendo al minimo gli sprechi rispetto ai metodi tradizionali. Questa capacità è vitale per replicare l'architettura complessa richiesta nei sistemi vascolari biologici. Oltre alla complessità strutturale, lo studio evidenzia miglioramenti nella stabilità di idrogel più morbidi, che sono più biocompatibili ma spesso inclini alla deformazione.
Il team ha dimostrato che il loro metodo può produrre strutture tubulari robuste utilizzando idrogeli biologicamente rilevanti, garantendo che mantengano la loro integrità durante la fabbricazione. Il processo può anche essere automatizzato attraverso l'integrazione dell'elaborazione delle immagini e l'irraggiamento UV sincronizzato, portando a superfici più lisce e più uniformi rispetto a quelle precedentemente realizzabili. L'autore principale Yuki Kamiya ha sottolineato le implicazioni più ampie di questo lavoro, osservando che l'integrazione di tali sistemi di fabbricazione di idrogel con componenti di controllo del flusso microfluidico è molto promettente per la produzione di modelli vascolari che replicano aspetti dei sistemi viventi.
Questi modelli potrebbero svolgere un ruolo fondamentale nel far progredire lo sviluppo di tessuti e organi sintetici. Oltre al regno degli organi artificiali, la tecnologia ha potenziali applicazioni nella scoperta di farmaci, nella modellazione di malattie, nella tecnologia alimentare, nella robotica morbida e nei sistemi bioibridi. Man mano che il campo continua ad evolversi, ulteriori affinamenti di questo metodo potrebbero avvicinarci alla realizzazione dell'obiettivo a lungo termine di creare tessuti e organi umani sintetici completamente funzionali.
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