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Una dimensione oscura potrebbe collegare due delle grandi incognite dell'universo.
United States🔬 Scienza11 gg fa

Una dimensione oscura potrebbe collegare due delle grandi incognite dell'universo.

Recenti osservazioni astronomiche suggeriscono che l'energia oscura, che guida l'espansione dell'universo, potrebbe non essere costante nel tempo. Studi condotti dal Dark Energy Spectroscopic Instrument (DESI) e ricerche successive indicano che la forza dell'energia oscura potrebbe aver raggiunto il picco circa 2 miliardi di anni fa e da allora si è indebolita, potenzialmente entrando in un 'regime fantasma' in cui si comporta in contrasto con le leggi standard di conservazione dell'energia.

Una scoperta rivoluzionaria in astrofisica ha suscitato un rinnovato interesse per la relazione tra due dei più grandi misteri dell'universo: l'energia oscura e la materia oscura. Osservazioni recenti suggeriscono che l'energia oscura, a lungo ritenuta una forza costante che guida l'espansione accelerata dell'universo, potrebbe invece essere dinamica, cambiando nel tempo. Questa rivelazione sfida i modelli esistenti e apre la porta all'esplorazione se la materia oscura, la sostanza invisibile che tiene insieme le galassie, potrebbe anche essere influenzata da questi cambiamenti.

Secondo l'attuale conoscenza scientifica, l'energia oscura costituisce circa il 70% dell'universo, mentre la materia oscura rappresenta circa il 25%. Entrambi rimangono invisibili all'osservazione diretta perché non emettono, riflettono o assorbono luce. Tradizionalmente, sono stati trattati come fenomeni distinti, con l'energia oscura responsabile dell'espansione accelerata dell'universo e la materia oscura che agisce come colla gravitazionale che lega le galassie. Tuttavia, recenti scoperte del progetto Dark Energy Spectroscopic Instrument (DESI) hanno messo in dubbio questa separazione.

Nel 2024, i ricercatori del DESI hanno osservato prove che suggeriscono che la forza dell'energia oscura, spesso indicata come la "constante cosmologica", si fosse deviata dalla sua costanza precedentemente presunta. Ulteriori analisi, utilizzando più del doppio della quantità di dati raccolti nel 2025, hanno confermato che l'energia oscura sembra aver fluttuato nel tempo. Questi risultati hanno indicato che l'energia oscura ha raggiunto un'intensità massima circa 2 miliardi di anni fa prima di iniziare a indebolirsi. Inoltre, i dati hanno suggerito che in un'epoca precedente, l'energia oscura potrebbe essere stata ancora più forte, apparentemente violando il principio della conservazione dell'energia.

Questo fenomeno ha portato alcuni fisici a proporre che l'energia oscura potrebbe entrare in quello che chiamano "regime fantasma". In questo scenario, l'energia oscura si comporta in modi che sfidano le aspettative convenzionali, simili a una palla che rotola in salita piuttosto che in discesa a causa di forze al di là della gravità. I ricercatori ipotizzano che tale comportamento insolito potrebbe essere influenzato dalle interazioni con la materia oscura.

Tim Tait, un fisico delle particelle dell'Università della California, Irvine, ha osservato che mentre l'energia oscura e la materia oscura sono state tipicamente considerate indipendenti, la possibilità di un'influenza reciproca sta guadagnando terreno tra i teorici.

Il concetto di interazione tra energia oscura e materia oscura non è del tutto nuovo. Già nel 2005, il fisico Justin Khoury ha esplorato il potenziale per tali interazioni. Il suo lavoro, insieme a quello di due coautori, ha proposto un quadro teorico in cui la densità di energia dell'energia oscura potrebbe aumentare nel tempo. La loro ricerca ha suggerito che se l'energia oscura e la materia oscura potrebbero influenzarsi a vicenda, potrebbero generare effetti simili al cosiddetto comportamento "fantasma" senza violare effettivamente le leggi fisiche.

Basandosi su queste idee, Khoury ha collaborato con i colleghi Meng-Xiang Lin e Mark Trodden per sviluppare un nuovo modello basato su un'analogia del settore oscuro della cromodinamica quantistica, una teoria fondamentale della fisica delle particelle.

Più di recente, uno studio pubblicato sulla rivista * Physical Review D* a gennaio ha presentato un'ipotesi simile. La ricerca ha postulato che la materia oscura potrebbe aver trasferito una parte della sua energia all'energia oscura durante una fase precedente della storia cosmica. Secondo Elsa Teixeira, cosmologa dell'Università di Montpellier in Francia, la materia oscura funge da controbilancio primario all'espansione dell'universo. Se la materia oscura allentasse la sua presa, avrebbe potuto consentire all'universo di espandersi più rapidamente, allineandosi con l'accelerazione osservata nell'espansione cosmica.

Mentre queste teorie prendono slancio, sfidano i paradigmi stabiliti e invitano a nuove prospettive sulla natura dell'universo. Gli scienziati stanno ora considerando come queste interazioni potrebbero essere testate attraverso osservazioni ed esperimenti futuri. Le implicazioni si estendono oltre la curiosità teorica, potenzialmente rimodellando la nostra comprensione del cosmo e delle forze fondamentali che lo governano. Con la ricerca in corso e i progressi tecnologici, gli anni a venire promettono di rivelare di più sull'intricata danza tra energia oscura e materia oscura, offrendo indizi sulla struttura finale e sul destino dell'universo.

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Una dimensione oscura potrebbe collegare due delle grandi incognite dell'universo.

Recenti osservazioni astronomiche suggeriscono che l'energia oscura, che guida l'espansione dell'universo, potrebbe non essere costante nel tempo. Studi condotti dal Dark Energy Spectroscopic Instrument (DESI) e ricerche successive indicano che la forza dell'energia oscura potrebbe aver raggiunto il picco circa 2 miliardi di anni fa e da allora si è indebolita, potenzialmente entrando in un 'regime fantasma' in cui si comporta in contrasto con le leggi standard di conservazione dell'energia.

Lettura del bias (Centro): L'articolo discute le scoperte scientifiche relative all'energia oscura e alla materia oscura, concentrandosi sulla fisica teorica e sull'astronomia osservazionale.

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