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Un secolo di conoscenza della tessitura sarà portato in passerella alla Settimana della Moda
NZ🎭 CulturaCentro9 gg fa

Un secolo di conoscenza della tessitura sarà portato in passerella alla Settimana della Moda

Il New Zealand Māori Arts and Crafts Institute (NZMACI) sta mostrando le tecniche tradizionali di tessitura Māori alla New Zealand Fashion Week 2026 attraverso uno sforzo di collaborazione tra il designer Shona Tāwhiao e la National Weaving School, Te Rito o Rotowhio. Questa iniziativa, parte del programma 2026 di Kāhui Collective, evidenzia il significato culturale del tessuto, che ha radici nelle antiche pratiche Māori. La collaborazione ha coinvolto una sessione di formazione di una settimana in cui Tāwhiao e altri designer hanno imparato metodi tradizionali come la preparazione di harakeke (flax) e l'uso di coloranti naturali. L'evento segna una pietra miliare per NZMACI, celebrando i 100 anni dalla fondazione delle scuole di arti e mestieri Māori ai sensi della Māori Arts and Crafts Act del 1926. Il progetto mira a collegare l'artigianato tradizionale con la moda moderna ispirando le future generazioni di tessitori.

La Settimana della Moda della Nuova Zelanda 2026 presenterà una fusione innovativa di tradizione e modernità con sei capi tessuti della scuola di tessitura maori Te Rito o Rotowhio che appariranno nella collezione del designer Shona Tāwhiao., The House of Harakeke. I pezzi saranno svelati durante l'evento di giovedì 20 agosto, segnando un momento cruciale nell'integrazione delle pratiche tessili indigene nella moda contemporanea.

La collaborazione tra Tāwhiao e il New Zealand Māori Arts and Crafts Institute (NZMACI) è iniziata con un wānanga di una settimana presso la National Weaving School di Rotorua, dove Tāwhiao e il co-fondatore di Kāhui Collective, Kiri Nathan, si sono impegnati in sessioni di apprendimento intensivo con il capo di Te Rito o Rotowhio, Cori Marsters.

Questo approccio riflette un equilibrio tra patrimonio e innovazione, consentendo all'arte tradizionale della tessitura maori di adattarsi alle sensibilità del design contemporaneo. I capi risultanti sono descritti come sia funzionali che simbolici, incarnando il significato culturale dell'harakeke, che ha profondi legami spirituali e ancestrali per molte comunità maori. Tāwhiao ha sottolineato l'importanza della collaborazione per ispirare le future generazioni di tessitori. Ha osservato che la collezione, intitolata The House of Harakeke, attinge direttamente dai materiali e dai metodi associati a Te Rito o Rotowhio.

Marsters ha espresso la sua speranza che la partnership aprirà le porte a più tessitori per entrare nel settore della moda. Ha evidenziato il ruolo di lunga data di whare pora (case di tessitura) nella società Māori, osservando che mentre il termine può sembrare sconosciuto oggi, in origine si riferiva a spazi in cui venivano realizzati i tessuti e dove nacque la moda stessa. Siamo solo un'eco del passato, assicurando che l'eco continui, ha detto. Il progetto sottolinea anche il crescente riconoscimento dell'artigianato Māori nei circoli della moda globale.

Sia Tāwhiao che Nathan sono designer rispettati a livello internazionale, e il loro coinvolgimento segnala un cambiamento più ampio verso la valorizzazione dell'estetica e delle tecniche indigene nella moda mainstream. Questo si allinea con sforzi più ampi per promuovere la cultura Māori e garantire la sua continua rilevanza nei contesti contemporanei. La collaborazione è iniziata con l'attenta selezione e lavorazione dell'harakeke, una pianta centrale per l'identità e l'arte Māori.

L'uso di un colorante commerciale, sebbene non convenzionale, ha permesso una produzione rapida, dimostrando come i metodi tradizionali possano essere modificati per soddisfare le esigenze moderne senza compromettere l'autenticità. Guardando al futuro, Marsters spera che il successo di questa iniziativa porterà a partnership più sostenibili tra artigiani maori e stilisti.

Mentre il conto alla rovescia per la Settimana della Moda della Nuova Zelanda 2026 continua, il debutto di The House of Harakeke promette di essere una potente dichiarazione sull'eredità duratura della tessitura maori e sul suo potenziale per plasmare il futuro della moda.

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RNZ (Radio New Zealand) logoRNZ (Radio New Zealand)Statale / pubblicoCentroFattualità 85Obiettività 789 gg fa
Un secolo di conoscenza della tessitura sarà portato in passerella alla Settimana della Moda

Il New Zealand Māori Arts and Crafts Institute (NZMACI) sta mostrando le tecniche tradizionali di tessitura Māori alla New Zealand Fashion Week 2026 attraverso uno sforzo di collaborazione tra il designer Shona Tāwhiao e la National Weaving School, Te Rito o Rotowhio. Questa iniziativa, parte del programma 2026 di Kāhui Collective, evidenzia il significato culturale del tessuto, che ha radici nelle antiche pratiche Māori. La collaborazione ha coinvolto una sessione di formazione di una settimana in cui Tāwhiao e altri designer hanno imparato metodi tradizionali come la preparazione di harakeke (flax) e l'uso di coloranti naturali. L'evento segna una pietra miliare per NZMACI, celebrando i 100 anni dalla fondazione delle scuole di arti e mestieri Māori ai sensi della Māori Arts and Crafts Act del 1926. Il progetto mira a collegare l'artigianato tradizionale con la moda moderna ispirando le future generazioni di tessitori.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta una visione equilibrata del significato culturale e storico della tessitura maori, concentrandosi sulla collaborazione tra artigiani tradizionali e designer contemporanei.

Perché fattualità (85): The article accurately reports on the collaboration between Shona Tāwhiao, Kāhui Collective, and NZMACI's Te Rito o Rotowhio for the 2026 Fashion Week. It mentions the historical significance of the Māori Arts and Crafts Act 1926 and quotes Cori Marsters about the collaboration. While there is no pr

Perché obiettività (78): The article presents the collaboration in a positive light, highlighting the achievements of the designers and the cultural significance of the work. However, the quote where Marsters says 'If you were to ask me, Kiri, for Damehood' introduces a personal and somewhat informal tone, which may lean to

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