Uno studio pubblicato sulla rivista PLOS Mental Health ha rilevato che i figli dei primi soccorritori dell'11 settembre che hanno sviluppato un disturbo da stress post-traumatico (PTSD) dopo gli attacchi avevano maggiori probabilità di mostrare sintomi di depressione, ansia o panico più tardi nella vita, anche se non erano direttamente esposti al trauma. La ricerca, guidata da Yael Cycowicz della Columbia University, evidenzia come il trauma dei genitori possa essere trasmesso intergenerazionalmente attraverso cambiamenti comportamentali piuttosto che un'esposizione diretta. Lo studio osserva che mentre i bambini avevano meno probabilità di sviluppare PTSD, mostravano tassi più elevati di depressione e ansia, suggerendo un impatto psicologico più ampio. Questo risultato si allinea con ricerche precedenti sulla trasmissione del trauma tra i discendenti dei sopravvissuti all'Olocausto e dei veterani di guerra. Lo studio mira a sensibilizzare sulle sfide di salute mentale a lungo termine affrontate dai figli dei primi soccorritori.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta uno studio scientifico sugli effetti intergenerazionali del trauma legato agli attacchi dell'11 settembre. Non assume una posizione politica, né favorisce alcuna prospettiva ideologica. L'attenzione si concentra sui risultati della salute mentale e sulla trasmissione del trauma, che è principalmente un problema medico e, quindi, non è un problema di salute mentale.



