La Corte Suprema ha rilasciato venerdì il condannato per omicidio Rasik Chandra Mondal, 105 anni, rinunciando alla sua restante condanna a vita a causa della sua età avanzata e del deterioramento della salute. Nato nel 1920 nel distretto di Malda nel Bengala Occidentale, Mondal è stato condannato nel 1994 per l'omicidio di suo fratello, Suresh Mondal, nel 1988, in seguito a una disputa di proprietà. Al momento della sentenza, Mondal aveva 74 anni e ha ricevuto una condanna a vita. Ha trascorso quasi 34 anni dietro le sbarre prima di essere rilasciato su cauzione provvisoria dalla Corte Suprema nel novembre 2024. La decisione della corte è seguita a una lunga battaglia legale che ha durato diversi decenni.
Dopo la sua condanna iniziale, Mondal ha fatto appello all'Alta Corte di Calcutta, che ha confermato il verdetto nel 2018. Il suo successivo appello alla Corte Suprema è stato respinto nel marzo 2019. Tuttavia, nel 2020, all'età di 99 anni, Mondal ha presentato un ricorso per il rilascio anticipato, citando la sua cattiva salute e gli anni avanzati. Il suo avvocato, JP Dhanda, ha informato la Corte Suprema che Mondal poteva a malapena muoversi e soffriva di molteplici disturbi. Durante le udienze, la corte ha chiesto se Mondal fosse ancora vivo, a cui Dhanda ha confermato che era, anche se in condizioni critiche.
La Corte ha esaminato i suoi rapporti medici e ha riconosciuto la gravità della sua situazione. Nel novembre 2024, ha ordinato la sua liberazione su cauzione provvisoria, soggetta a determinate condizioni. Una panchina composta dal giudice capo Surya Kant e dai giudici Joymalya Bagchi e V Mohana ha rivisto la questione di nuovo nel luglio 2026. La Corte ha dato allo Stato quattro settimane per fornire ulteriori informazioni sulla salute di Mondal e sulla capacità di continuare il contenzioso. Venerdì, la Corte ha finalizzato la sua sentenza, chiudendo il caso e rinunciando a qualsiasi parte rimanente della sua condanna a vita.
La decisione riflette il riconoscimento da parte della magistratura delle circostanze uniche che circondano un imputato che ha vissuto ben oltre la durata tipica della vita di un prigioniero. Il caso di Mondal evidenzia l'intersezione dei principi legali e delle considerazioni sui diritti umani. Mentre la legge impone l'esecuzione delle sentenze, i tribunali hanno sempre più mostrato la volontà di prendere in considerazione il sollievo compassionevole in casi straordinari. Il team legale di Mondal ha sostenuto che la sua continua detenzione poneva rischi inutili per la sua salute e dignità.
La risposta della corte sottolinea una crescente tendenza a bilanciare la giustizia punitiva con un trattamento umano, in particolare nei casi che coinvolgono persone anziane. Gli esperti legali suggeriscono che il caso di Mondal potrebbe costituire un precedente per petizioni simili in futuro. Man mano che l'età e la durata della vita della popolazione si estendono, i tribunali potrebbero affrontare più richieste di rilascio anticipato in base all'età e alla salute. L'esito di tali casi spesso dipende dalle prove specifiche presentate, comprese le cartelle cliniche e le testimonianze di esperti. Nel caso di Mondal, la corte si è basata pesantemente sulle testimonianze dei suoi avvocati e sul declino documentato della salute negli ultimi dieci anni.
La sua famiglia e i suoi rappresentanti legali hanno espresso gratitudine per la decisione della corte. Il caso conclude un capitolo della storia legale caratterizzato da persistenza, difesa e ruolo in evoluzione della magistratura nell'affrontare condizioni umane complesse.
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